È un appello accorato contro la chiusura di cinema e teatri quello lanciato da Claudio Gubitosi. Il fondatore e direttore di Giffoni Opportunity, in una lettera aperta indirizzata al ministro Franceschini, esprime la preoccupazione per il duro colpo che l’ultimo Dpcm ha inflitto l’indotto della cultura, già provato dal lockdown dello scorso marzo. “Sono consapevole del dolore che hai provato in queste ore nel dover definire, insieme a tutti gli altri colleghi del Governo, le ulteriori restrizioni per la cultura per contrastare la diffusione del Covid-19 – ha scritto Gubitosi -. Sono ore di fibrillazione e di grande tensione, anche emotiva. Ancora una volta la cultura riceve una ferita che potrà rivelarsi mortale. Penso in particolare ai numerosissimi lavoratori dello spettacolo che in questo momento sono privi di qualsiasi forza e perfino incapaci o impossibilitati a reagire”.
Il direttore di Giffoni Opportunity ha ricordato al ministro cosa significherà, in termini socio-economici, sospendere le attività di cinema e teatri: “In questo contesto, ci sono centinaia di migliaia di operatori che rappresentano non soltanto il sistema culturale italiano, ma soprattutto famiglie. Centinaia di migliaia di persone disorientate, impaurite, avvilite. Il lavoro di tanti anni e la loro stessa esistenza sembrano ormai traballare. Caro ministro, mi soffermo adesso su quello che è il sistema cinematografico italiano, partendo dalle sale. Da oggi e fino al 24 novembre cinema e teatri dovranno restare chiusi. Lo faccio con cognizione di causa perché, oltre a rappresentare il mondo di Giffoni, che tu ben conosci, siamo anche esercenti cinematografici. Al momento non ci sono dati che ci confermino quanti cinema, dopo il primo lockdown, abbiano chiuso definitivamente. I combattenti e reduci, però, avevano ripreso lentamente questa importante funzione sociale, culturale ed economica, per riconquistare la fiducia del pubblico, di chi vuole stare al cinema, di chi ama la sala, di chi vuole godersi un film – ha proseguito Gubitosi -. Non è stato facile, ma eravamo incamminati bene verso questo obiettivo così importante. Abbiamo rispettato e applicato con sacrifici, anche contraendo debiti, tutti i protocolli vigenti“.


