Non c’è pace per la Francia che, dopo il recente annuncio di Macron del lockdown fino al primo dicembre, ha riattivato di nuovo lo stato di emergenza attentati. A Nizza, nella cattedrale di Notre Dame, un uomo armato di coltello ha colpito e ucciso tre persone: un sagrestano, che sarebbe stato sgozzato, un’anziana, decapitata, e un’altra donna, morta all’esterno della cattedrale per le ferite riportate, dopo che aveva tentato di rifugiarsi in un bar. Secondo diversi media francesi sarebbe stato fermato anche il colpevole, Brahim, il quale avrebbe parlato in arabo agli agenti e avrebbe detto, in ospedale, dopo essere stato neutralizzato dalla polizia, di aver agito da solo. Poco dopo, ad Avignone, nei pressi dell’ospedale psichiatrico di Montfavet, un uomo armato di coltello e al grido di “Allah akbar” avrebbe tentato di colpire i poliziotti, ma è stato ucciso dagli agenti. La Francia però è vittima anche fuori dai propri confini: a Gedda, in Arabia Saudita, un assalitore ha aggredito una guardia del consolato francese.
È quindi di nuovo stato d’emergenza attentati in Francia dove il primo ministro, Jean Castex, ha annunciato, davanti ai deputati in Assemblée Nationale, che sarà attuato il piano di allerta antiterrorismo “Vigipirate” al massimo livello, ovvero quello di “attentato imminente”. Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi ha chiesto la chiusura, o l’attenta sorveglianza, di tutte le chiese e degli altri luoghi di culto della città. Il presidente Emmanuel Macron si è invece recato presso l’unità di crisi aperta al ministero dell’Interno di Parigi, per poi giungere nella città dove è avvenuto il sanguinoso attentato, dove ha incontrato anche il sindaco Estrosi. Alle ore 15, le campane di tutte le chiese francesi hanno risuonato in segno di lutto.


