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Home Mondo

Stati Uniti divisi e col fiato sospeso: è testa a testa Trump-Biden

Sarà decisivo il voto postale, praticato da ben 65 milioni di elettori. Intanto, il presidente uscente attacca: "Stanno tentando di rubarci le elezioni". E i democratici replicano: sortita "scandalosa e senza precedenti"

Diego Del Pozzo di Diego Del Pozzo
4 Novembre 2020
in Mondo
Un comizio dei giorni scorsi di Donald Trump

Un comizio dei giorni scorsi di Donald Trump

L’attesissima election night per decidere chi sarà il presidente degli Stati Uniti d’America tra l’uscente repubblicano Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden s’è conclusa senza un vincitore ufficiale e rischia seriamente di trasformarsi in una lunga e sfiancante election week, in attesa che in alcuni Stati fondamentali per l’esito elettorale vengano contate in questi giorni le schede di coloro che hanno votato per posta, numerosissime stavolta (mai così tante) e, per questo, presumibilmente decisive. Sono stati oltre 65 milioni, sui 100 milioni che hanno votato in anticipo di qualche giorno rispetto alla data delle elezioni, gli americani che hanno espresso la loro preferenza attraverso il voto postale. E un numero così elevato renderà molto più lente del normale le operazioni di scrutinio. Per il momento, il dato certo è quello relativo all’affluenza al voto, pari al 66,7 per cento degli aventi diritto, la cifra più alta addirittura dal 1908: e anche le incognite legate a un’affluenza così massiccia (oltre 160 milioni di votanti in totale) rendono nebulose le previsioni degli analisti, con l’incertezza e la tensione che continuano a regnare sovrane. Per quel che concerne il rinnovo del Congresso, i democratici mantengono la maggioranza alla Camera, mentre anche per il controllo del Senato si profila un testa a testa con i repubblicani.

Nella corsa verso la Casa Bianca, per Stati come il Michigan o la Pennsylvania, due tra quelli che dovrebbero rivelarsi decisivi assieme al Wisconsin e al North Carolina, occorreranno almeno tre-quattro giorni per contare tutti i voti giunti per posta. Intanto, a questo punto dello scrutinio, Joe Biden è in leggero vantaggio sul fronte del conteggio dei grandi elettori (227 a 213: per la vittoria ne occorrono 270), ma tra gli Stati-chiave per il momento è riuscito a vincere soltanto in Virginia e in Arizona (Stato da sempre repubblicano, con l’unica vittoria democratica di Bill Clinton dal dopoguerra a oggi), dove però Trump ha già contestato apertamente il risultato. Il presidente uscente, invece, ha prevalso per ora in Florida, Ohio, Iowa e Texas. Le proiezioni lo darebbero in vantaggio anche in Georgia, mentre secondo la Associated Press Biden avrebbe vinto in Maine. Nella notte, la debacle più bruciante per l’ex vicepresidente democratico di Obama è arrivata dalla Florida, che ha assegnato a Trump i suoi 29 preziosi grandi elettori, con Biden che è stato capace di perdere nella contea di Miami dove quattro anni fa Hillary Clinton aveva invece vinto in modo netto. Proprio il risultato dello Stato del Sole ha fatto sì che le carte si iniziassero a rimescolare del tutto, rispetto ai sondaggi della vigilia, tutti pro-Biden.

Joe Biden e Kamala Harris (con i rispettivi consorti) nel momento conclusivo della loro campagna elettorale

Intanto, le prime dichiarazioni dei due candidati hanno fatto ulteriormente crescere la tensione nel Paese, soprattutto a causa delle parole di Donald Trump, che nella mattinata italiana ha minacciato il ricorso alla corte suprema davanti agli oltre duecenti invitati (tutti senza mascherina di protezione) presenti alla Casa Bianca. “Stanno tentando di rubarci le elezioni“, ha attaccato, per poi proseguire: “Questa è una frode per gli americani e un imbarazzo per il Paese. Andremo alla corte suprema“. Da parte sua, Joe Biden aveva anticipato l’intervento, con toni ben più pacati: “Dobbiamo essere pazienti e aspettare che tutti i voti vengano contati. Siamo sulla strada giusta, ma non spetta né a me né a Trump decidere chi ha vinto queste elezioni. Spetta a voi, alla gente“. Dopo le minacciose esternazioni trumpiane, però, i responsabili della campagna democratica hanno risposto con nettezza, definendo “scandalosa e senza precedenti” la sortita e aggiungendo: “Se il presidente deciderà di dar seguito alla sua minaccia, abbiamo squadre legali pronte a resistere al suo tentativo“. Insomma, la battaglia per la presidenza degli Stati Uniti sembra ancora lunga, mentre la nazione appare più divisa che mai e serpeggia un po’ dovunque una tensione strisciante, che tutti sperano non si trasformi in qualcosa di ben più pericoloso per la democrazia americana.

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Tags: Stati Uniti
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