Quindici fucili da caccia, un centinaio di cartucce calibro 12 inesplose, decine di richiami acustici elettromagnetici, trentatré esemplari di avifauna selvatica abbattuta e diverse attrezzature utilizzate dai bracconieri, tutto posto sotto sequestro. È questo il risultato di un’operazione eseguita dai carabinieri forestali del reparto operativo Soarda (Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali) di Roma insieme al personale del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale Nipaaf, operante nell’ambito del gruppo carabinieri forestale di Caserta. I controlli si sono concentrati nei territori di Cancello e Arnone, Castel Volturno, San Tammaro, Cesa, Santa Maria La Fossa, Grazzanise e Gricignano d’Aversa, poiché sono zone, queste, che presentano particolari caratteristiche tali da considerarsi luoghi sicuri per gli uccelli per riposare durante il loro percorso migratorio.
Per quanto riguarda l’avifauna selvatica abbattuta, nello specifico, i militari hanno sottoposto a vincolo reale esemplari di volatili appartenenti sia a specie cacciabili sia protette: sono state infatti rinvenute ventisette allodole, un beccaccino, un’alzavola e, tra le specie protette, una cutrettola, una pispola e due pivieri dorati. I controlli, in totale, hanno permesso di deferire all’Autorità giudiziaria delle Procure di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord ben sedici persone, sorprese a esercitare l’attività venatoria illecitamente, attraverso richiami acustici elettromagnetici che riproducono il verso degli uccelli al fine di attirarli e abbatterli più facilmente. Un’altra tecnica illecita adoperata era quella di omettere l’inserimento nella canna del cosiddetto riduttore, così da rendere l’arma ancor più offensiva. Per quanto riguarda i bracconieri, sono tutti uomini di età compresa tra i 25 e i 70 anni e, per giunta, alcuni provenienti dalla provincia di Napoli e dunque anche responsabili della violazione delle misure legate all’emergenza epidemiologica sanitaria attuale. Proprio per questo motivo, quattro cacciatori sono stati multati con 400 euro di sanzione amministrativa per non aver rispettato le limitazioni provinciali.


