Mentre il mondo piange l’improvvisa scomparsa di Diego Armando Maradona, alcune persone vicine al fuoriclasse argentino avanzano dubbi sulle sue ultime ore di vita e sull’assistenza medica che ha ricevuto. Ad accendere la polemica è Alfredo Cahe, per anni medico di Maradona, che ha espresso forti perplessità sulla prematura dimissione del campione dall’ospedale a seguito del delicato intervento alla testa al quale era stato sottoposto. Secondo il medico, intervistato da Telefé, Maradona sarebbe dovuto rimanere nella clinica in cui era stato operato, in una struttura specializzata e fornita di ogni attrezzatura, anziché tornare a casa.

A gettare altre ombre sulla morte del Pibe de Oro è Matias Morla, suo avvocato e cognato, che in un comunicato pubblicato su Twitter accusa i medici di non aver vigilato opportunamente sulle condizioni di salute di Diego. Secondo Morla, infatti, il fuoriclasse non avrebbe ricevuto le dovute attenzioni dal personale sanitario addirittura per dodici ore e, inoltre, l’ambulanza che avrebbe dovuto trasferirlo in ospedale sarebbe arrivata con un ritardo di mezz’ora presso la sua abitazione. Sia Cahe sia Morla auspicano che nel prossimo futuro, con l’autopsia e un’indagine, possa essere fatta luce sull’intera vicenda.

