Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, a marzo, il campo rom di Secondigliano, nella periferia settentrionale di Napoli, è stato uno tra i luoghi maggiormente attenzionati dalle autorità locali e sanitarie, per quel che riguarda la diffusione del Coronavirus. Nel corso dei mesi, a causa delle precarie condizioni igieniche dell’insediamento, sono stati diversi i focolai, piccoli e meno piccoli, scoppiati tra chi vive nel campo. E adesso se ne è presentato un altro, dopo che i 65 tamponi effettuati nei giorni scorsi (tra il 25 e il 30 novembre) dalla Asl Napoli 1 hanno fatto emergere ben 29 casi di positività al Covid-19, cioè una percentuale pari addirittura al 44,61 per cento del totale.
Così, l’azienda sanitaria ha predisposto un’immediata nuova serie di screening all’interno del campo rom della Circumvallazione esterna. Fin dalle prime ore di ieri mattina, quindi, il personale dell’Asl ha allestito un punto di screening proprio nel mezzo dell’insediamento e ha iniziato una serie di controlli a tappeto, servendosi di un bus dell’Usca e di una tenda per effettuare i test. Durante l’intera giornata sono stati “tamponati” tutti i circa 330 ulteriori soggetti residenti nel campo rom, in modo da poter verificare con esattezza il livello di contagio e predisporre eventuali misure mirate per contenere la diffusione del virus.


