Ricorre, nella giornata odierna, il centenario della nascita di una tra le più importanti scrittrici brasiliane della storia contemporanea, Clarice Lispector. Per celebrare una figura così particolare ed emblematica della letteratura, l’Ambasciata del Brasile a Roma ha realizzato un esclusivo video omaggio, nel quale l’attrice napoletana Tosca D’Aquino legge alcuni brani della scrittrice. Una scelta, questa, non casuale: “Clarice Lispector è una scrittrice moderna – spiega D’Aquino – che costruisce storie e personaggi in maniera personalissima e allo stesso tempo universale. In questo video girato all’interno del bellissimo Palazzo Pamphilj, sede dell’Ambasciata del Brasile a Roma, leggo una delle sue lettere scritte a Napoli: parla del Vesuvio, di Posillipo, del mare e delle sue impressioni della mia città nel secondo dopoguerra“. Come sottolineato anche da Tosca D’Aquino, le parole di Lispector riecheggiano in una cornice più unica che rara, ovvero tra le sale dell’Ambasciata del Brasile situata in piazza Navona, a Roma, dove l’attrice legge alcuni tra i brani più significativi dell’autrice sudamericana, evidenziando, soprattutto, il forte legame che ne ha anche caratterizzato la vita: quello tra due Sud del mondo, il Brasile e Napoli, poiché la città partenopea accolse la scrittrice negli anni Quaranta del Novecento.

Punto di svolta nella carriera di Clarice Lispector è la pubblicazione del primo romanzo Perto do coração selvagem (Vicino al cuore selvaggio) nel 1943, a soli 23 anni, col quale viene acclamata dalla critica come una tra le voci emergenti della nuova narrativa brasiliana. Ma la vita di Lispector è sempre stata caotica e travagliata, proprio come se fosse uscita da un romanzo. Nata da una famiglia ebrea in Ucraina, si trasferisce, ancora piccola, in Brasile, dove si laurea e incontra – per poi sposare – il diplomatico Maury Gurgel Valente. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale avviene il trasferimento della scrittrice a Napoli, dove segue il marito. Qui, avrebbe potuto continuare con l’attività di scrittura, ma decide di offrirsi come volontaria per assistere i soldati della Forza di spedizione brasiliana, ricoverati all’ospedale allestito presso la Mostra d’oltremare. Accanto a tale attività, però, si dedica anche alla scoperta della città, un luogo completamente cambiato perché sfigurato dai diversi bombardamenti, dalla miseria e colorato anche un po’ di grigio per l’eruzione del Vesuvio, avvenuta poco tempo prima del suo trasferimento in Campania. La veste tragicamente inedita con la quale si presenta Napoli viene perfettamente fotografata dalle stesse parole di Lispector: “Uno di questi giorni sono andata a vedere la lava del Vesuvio – scrive in una delle sue lettere –, dopo un anno faceva ancora caldo. Un’enorme estensione nera, alta da venti a trenta metri, cammina su case, chiese, farmacie sepolte. L’eruzione è avvenuta nel marzo del 1944 e quando piove c’è ancora fumo”.


