Petagna per Fabian Ruiz e, soprattutto, Lozano per Politano: con questi due cambi nell’intervallo, Gattuso ribalta la partita e il Napoli riesce a recuperare il gol di svantaggio che un’ottima Sampdoria gli aveva segnato con Jankto nel corso del primo tempo. La squadra azzurra, comunque, nella seconda metà di gara cambia completamente atteggiamento, velocizza il giro palla, allarga meglio il gioco sulle fasce per superare il bunker blucerchiato e, quindi, arriva con maggiore convinzione e continuità al tiro. I due gol, segnati da Hirving Lozano (migliore in campo) su assist di Mertens e da Andrea Petagna su passaggio vincente dello scatenato attaccante messicano, sono così la logica conseguenza di ciò che il campo stava esprimendo.
Quella con la Sampdoria è la prima partita di Serie A che si gioca nello stadio di Fuorigrotta appena intitolato ufficialmente a Diego Armando Maradona. Per l’occasione, gli azzurri scendono di nuovo in campo con la maglia a strisce verticali che richiama la camiseta albiceleste della nazionale argentina. La squadra allenata da Claudio Ranieri è disposta in modo tatticamente perfetto, con due linee da quattro giocatori strettissime e compatte a chiudere tutti gli spazi agli avversari. Da parte sua, il Napoli ha la colpa di attaccare sempre troppo per vie centrali, con Politano e destra e Insigne a sinistra che si accentrano costantemente senza che scattino con continuità le sovrapposizioni larghe dei due terzini Di Lorenzo e Ghoulam. La Sampdoria difende molto bene, ma sa anche ripartire in contropiede in modo veloce e pericoloso, come al 20′ in occasione del bel gol di Jankto, lanciato benissimo da Verre sulla sinistra e molto abile nel fulminare Meret. Subito dopo lo svantaggio, il Napoli sbanda un po’ e rischia in un altro paio di occasioni in difesa, mentre in fase offensiva non riesce a sbrogliare l’ingarbugliata matassa blucerchiata. Così, fino all’intervallo Audero deve sventare soltanto un colpo di testa di Mertens e un tiro da fuori area di Insigne.



