È in corso, all’interno della maggioranza di Governo, un acceso dibattito su come gestire la pandemia da Covid-19 durante le festività natalizie. Tra le ipotesi più plausibili emerse in queste ore si fa strada la possibilità di istituire la zona rossa o arancione su tutto il territorio nazionale a seconda dei giorni, siano essi festivi o prefestivi, e in base delle dimensioni delle città. La deroga, nella fattispecie, potrebbe riguardare i piccoli paesi al di sotto dei cinquemila abitanti, in quanto considerati a basso rischio di contagio (si tratterebbe del 69% dei Comuni italiani), garantendo ai rispettivi abitanti la possibilità di spostarsi entro il raggio di una trentina di chilometri. Da tale misura sarebbero così escluse le medie e grandi città, considerate invece ad alto rischio epidemiologico. Qualora dovesse passare la deroga sugli spostamenti, sarebbe garantita una maggiore mobilità per oltre dieci milioni di cittadini italiani.
Oggi pomeriggio si terrà un’importante riunione tra la delegazione della maggioranza di Governo, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e i membri del comitato tecnico-scientifico per decidere che tipo di misure adottare. L’ipotesi più plausibile è quella dunque di attuare, così come è già stato fatto in Germania, provvedimenti omogenei su tutto il territorio nazionale e soprattutto restrizioni più rigide. Forte preoccupazione di fronte alle immagini degli assembramenti di questi giorni è stata espressa dal commissario per la gestione dell’emergenza Domenico Arcuri: c’è il rischio, infatti, che tra i mesi di gennaio e di febbraio ci sia una terza ondata dell’epidemia, che potrebbe avere conseguenze disastrose sul sistema sanitario nelle regioni considerate più a rischio.


