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Maxioperazione anti-pedopornografia in tutta Italia: la Campania tra le regioni più coinvolte

Perquisizioni e arresti in 53 province di 18 territori regionali, dopo mesi di indagini che hanno portato alla luce una rete internazionale composta da 159 gruppi e 16 associazioni criminali: 432 le persone coinvolte, 81 delle quali italiane

redazione di redazione
16 Dicembre 2020
in Italia
Scoperto asilo degli orrori a Castel Volturno

C’è anche la Campania, che anzi assieme alla Lombardia è la regione italiana più coinvolta col 35 per cento degli indagati residenti nei due territori, tra le diciotto regioni italiane interessate dalla maxioperazione anti-pedopornografia della polizia postale denominata Luna Park, in corso da ore in tutta Italia con perquisizioni e arresti in flagranza e l’impiego di oltre trecento uomini.

Lavorando sotto copertura per molti mesi, gli agenti hanno portato alla luce un giro internazionale di pedopornografi che s’avvaleva di canali telematici, in particolare su Telegram e WhatsApp, per scambiarsi materiali fotografici e video pornografici in molti casi assolutamente raccapriccianti, nei quali erano presenti anche minori e spesso bambini in tenera età. La maxioperazione ha coinvolto ben 53 province in diciotto regioni, con i poliziotti che hanno smantellato ben sedici associazioni criminali e identificato 159 gruppi pedopornografici. Le persone coinvolte in tutto il mondo sono ben 432 e 81 di queste sono italiane.

Pedopornografia

Dalle indagini è emerso che ciascun gruppo era regolato da ferree norme di comportamento, finalizzate a preservare l’anonimato degli organizzatori e dei singoli partecipanti. Ma, attraverso un’attività investigativa lunga e minuziosa, gli uomini delle forze dell’ordine sono riusciti a dare un nome ai numerosi nickname che i pedofili utilizzavano sul web, portandoli così allo scoperto e rompendo la catena dell’anomìnimato. Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla procura distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email e profili social, oltre che di un ingente quantitativo di materiale illecito custodito su vari supporti informatici. Tra gli 81 italiani identificati dalla polizia postale milanese (che ha agito col coordinamento dei procuratori aggiunti Fusco e Mannella assieme ai sostituti Barilli e Tarzia della procura distrettuale meneghina) sarebbero emerse come particolarmentre gravi le posizioni di due persone: un ottico napoletano settantunenne e un disoccupato veneziano ventenne, che promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e addirittura reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo.

#Poliziapostale Operazione contro pedopornografia online in 53 province e 18 regioni d'Italia.
Gli agenti, lavorando sotto copertura, hanno scoperto 16 associazioni criminali e identificato oltre 140 gruppi pedopornografici su telegram e whatsapp#16dicembre #essercisempre pic.twitter.com/MqorMzE2Fn

— Polizia di Stato (@poliziadistato) December 16, 2020

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