La tradizione dolciaria napoletana è ricca di prelibatezze, famose in tutto il mondo. Tra queste, spicca un dolce che, nella sua semplicità, è amato da tutti: la Caprese. Cacao, mandorle e zucchero a velo: pochi ingredienti che, insieme, creano un prodotto squisito che, quest’anno, compie cento anni. A celebrare l’importante traguardo è lo storico bar Alberto, situato in una delle più belle piazze di Capri, con un panettone che ricorda i suoi ingredienti principali.

Come le scoperte più importanti della storia, anche la Caprese nasce da un errore: secondo la tradizione, infatti, in un laboratorio a Capri, nel 1920, al cuoco Carmine Di Fiore fu commissionato un dolce da tre malavitosi di Chicago, giunti sull’isola per comprare tre ghette ad Al Capone. Il cuoco, però, durante la preparazione della torta, dimenticò di aggiungere la farina. Una dimenticanza che, in ogni caso, venne apprezzata dai tre “clienti” e che ha reso il dolce famoso fino ai nostri giorni. E sempre di errore si tratta quando si parla di un’altra diceria, che collocherebbe, in realtà, la creazione della Caprese molto prima del 1920. Siamo alla fine degli anni trenta dell’Ottocento, quando il re Ferdinando II chiese al cuoco di corte di preparare l’austriaca Sacher, in onore della moglie, Maria Teresa d’Asburgo. Non avendo la giusta ricetta, il cuoco andò “a occhio”, aggiungendo all’impasto i tipici ingredienti, ovvero tanta cioccolata e mandorle tritate. Insomma, chiunque abbia sbagliato nel dosare gli ingredienti, resta il fatto che questo dolce, nato inconsapevolmente, ha avuto successo e fortuna per ben cento anni.

