Prosegue l’epopea dei lavoratori della Whirlpool di Napoli che, dal 31 ottobre scorso, hanno subito la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di via Argine, lasciando oltre quattrocento dipendenti in cassa integrazione. Oggi al Ministero dello Sviluppo economico si è svolto l’ennesimo tavolo di confronto tra i vertici della multinazionale americana, rappresentati dall’amministratore delegato per l’Italia Luigi La Morgia, la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde e il responsabile del ministero del Lavoro Romolo De Camillis. Al confronto hanno partecipato anche le parti sociali rappresentate dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Ugl in rappresentanza dei metalmeccanici e una delegazione del Comune di Napoli. Tra le assenze importanti è però spiccata quella del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, impegnato in un vertice di Governo a Palazzo Chigi.
Durante il tavolo La Morgia ha confermato i piani dell’azienda, che così come concordato con il Governo garantirà la piena retribuzione dei lavoratori dello stabilimento di Napoli fino al 31 dicembre. Dal primo gennaio, invece, scatterà la richiesta di ammortizzatori sociali che saranno erogati fino allo scadere del provvedimento che prevede il blocco dei licenziamenti. L’azienda avrebbe dato inoltre la disponibilità ad anticipare la cassa integrazione, tuttavia, come già deciso dai vertici della multinazionale, lo stabilimento di Napoli verrà chiuso per garantire il proseguimento della produzione nell’impianto produttivo di Siena. Questa soluzione porterà infatti, entro il mese di marzo, all’avvio della procedura del licenziamento collettivo di tutti i lavoratori partenopei, che si concretizzerà entro la data del primo aprile del 2021.


