Per i lavoratori della Whirlpool di Napoli è il secondo 25 dicembre consecutivo vissuto all’interno della fabbrica in via Argine. Tra brindisi malinconici e un amaro scambio di auguri, la lotta per la salvaguardia del posto di lavoro non viene mai abbandonata. Il morale degli operai è ormai a terra e nemmeno i loro sorrisi riescono a nascondere la tristezza e la malinconia che, a Natale, sembrano ancor più amplificate. E nemmeno le piccole speranze ancora in piedi sembrano sollevare gli animi. Lunedì ci sarà un nuovo incontro al tavolo convocato al Mise, ma le nuove possibili soluzioni si allontanano sempre di più, considerando anche la notizia, di pochi giorni fa, dell’avvio della procedura del licenziamento collettivo di tutti i lavoratori partenopei, che si concretizzerà entro la data del primo aprile del 2021.
In un clima di totale sfiducia, i sindacati non solo chiederanno un’azione concreta da parte del Governo, ma anche la motivazione dietro cui si cela l’effettiva chiusura del sito, dal momento che “l’amministratore delegato La Morgia ha detto che il volume produttivo del 2020 è stato analogo a quello del 2019”, come ha sottolineato la Fiom, e, in aggiunta, è previsto un ulteriore aumento durante i primi sei mesi del 2021. Grazie alla forza dei lavoratori, dunque, la protesta non si è fermata nemmeno a Natale, tra cambi di turni e organizzazioni per rispettare tutte le norme anti Covid-19. Il 30 dicembre sarà invece la volta del calendario solidale Sulla nostra pelle, che verrà presentato dal Cral intorno alle ore 15, insieme a istituzioni, sindacati, associazioni, forze politiche, artisti e rappresentanti della società civile. Un altro segnale forte per far capire che gli operai non mollano.


