Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la formula usata dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Napoli nei confronti di Marcello Dell’Utri: l’ex senatore di Forza Italia era accusato di concorso in peculato in relazione all’appropriazione di tredici volumi conservati nella Biblioteca dei Girolamini, nel capoluogo partenopeo, che gli sarebbero stati “passati” dall’ex direttore del sito, Massimo Marino De Caro. Per quest’ipotesi di reato, l’accusa aveva chiesto una condanna a sette anni di carcere per il cofondatore del partito di Silvio Berlusconi.

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