Parla senza mezze misure di motivazioni inaccettabili e totalmente sbagliate Vincenzo De Luca riferendosi al piano di suddivisione dei vaccini per il Covid-19 approntato da Roma. Nel corso della consueta diretta del venerdì, il presidente della Campania ha attaccato i due criteri individuati da Arcuri per la ripartizione tra le varie regioni, (il numero di dipendenti nella sanità e di anziani nelle case di riposo), contestando squilibri anche di decine di migliaia di dosi rispetto ad altre parti d’Italia: “Il governo ha fatto un piano di distribuzione dei vaccini fra le Regioni che noi abbiamo contestato dall’inizio, perché lo abbiamo considerato assolutamente squilibrato e penalizzante per la Regione Campania”.
De Luca ha poi reso noti i numeri di quella che lui considera una ripartizione iniqua: “Nella distribuzione dei vaccini per questa e la prossima settimana noi ci troviamo di fronte a questa situazione: Campania 135mila vaccini, Emilia-Romagna 183mila vaccini, Lazio 179mila vaccini, Lombardia 304mila vaccini, Piemonte 170mila vaccini, Veneto 164mila vaccini. Per cortesia – ha affermato – nessuno mi dica che stiamo rispettando criteri oggettivi, abbiamo assistito al mercato nero dei vaccini, lo abbiamo denunciato e abbiamo chiesto un riequilibrio che ancora non è avvenuto”. Il presidente ha poi annunciato che la Campania chiederà l’invalidazione del piano di distribuzione approvato venti giorni fa: “Mi auguro che prevalga il buonsenso e soprattutto la correttezza da parte di tutti: dobbiamo arrivare a un criterio, uguale per ognuno in questo paese: un vaccino per ogni cittadino italiano, questo è l’unico criterio serio, corretto, civile”.
“Noi completeremo per il mese di gennaio e per i primi giorni di febbraio se abbiamo quello che ci manca, le somministrazioni della seconde dosi – ha continuato –. Dopodiché, questo ci è stato annunciato in queste ore, da inizio febbraio dovrebbe cominciare in Italia la distribuzione dei vaccini sulla base alla popolazione residente nelle seguenti regioni, e quindi dovrebbe essere operato un recupero a nostro vantaggio rispetto a quello che ci è stato sottratto”. L’obiettivo ambizioso da raggiungere, per De Luca, è quello di arrivare a fare tra le 55mila e le 60mila vaccinazioni al giorno: “Noi intendiamo completare la vaccinazione di tutta la popolazione campana entro il 2021, presupponendo l’arrivo dei vaccini e mantenendoci con una soglia di sicurezza – ha ribadito -. Stiamo lavorando in queste ore per attrezzare su tutta la regione per il mese di marzo, quando cominceremo la vaccinazione di massa per tutti i cittadini, 140/150 punti di somministrazione”.
Altro nodo di grande attualità affrontato nel corso della diretta è stato quello della ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole: De Luca ha chiarito diversi punti sulla vicenda del ricorso al Tar vinto da alcuni genitori che chiedevano la ripresa delle lezioni in presenza: “Mentre la valorosa ministra Azzolina che noi apriremo tutte le scuole il 7 gennaio, la Regione Campania con la stragrande maggioranza delle regioni ha preso un’altra decisione: riaprire le scuole sulla base di una valutazione dello stato d’epidemia. Così si ragiona da persone serie. Dunque, avevamo l’obiettivo di scavalcare il mese di gennaio, perché avevamo il dovere di verificare se l’epidemia, a tre settimane dal periodo festivo di Natale e Capodanno, riprendeva vigore o si manteneva in proporzioni controllabili”.
Questo obiettivo, secondo De Luca, è stato pienamente raggiunto nonostante la sentenza del Tar: “Il 25 gennaio dovrebbero riaprire le scuole primarie, come avevamo previsto, ovviamente lasciamo sempre un margine di discrezionalità alle amministrazioni comunali. Poi, dal primo febbraio, cominciano le attività nelle secondarie inferiori e superiori. Bene: è esattamente quello che volevamo ottenere. Nel frattempo, abbiamo lavorato per potenziare il trasporto, abbiamo da questo punto di vista una situazione buona”.