Nella provincia di Caserta, nonché presso le case circondariali di Saluzzo (Cuneo) e Sulmona (L’Aquila), i carabinieri del nucleo investigativo di Terra di lavoro hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale del riesame di Napoli, a seguito del ricorso della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di quattro persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso (clan dei Casalesi – fazione Schiavone) e dell’omicidio di Crescenzo Laiso, avvenuto in Villa di Briano, nel Casertano, nel pomeriggio del 20 aprile 2010.

La misura cautelare colpisce elementi di spicco del clan dei Casalesi, tra i quali M. I. (attualmente collaboratore di giustizia), M. P., N. D. C. e B. C., gravemente indiziati, a vario titolo, dell’omicidio di Laiso, che al momento della morte aveva 31 anni. La vittima fu freddata dai suoi assassini mentre era alla guida di una Smart, in via Castagna, a Villa di Briano. Nella circostanza cercò di sottrarsi al fuoco dei killer, sopraggiunti a bordo di una motocicletta, abbandonando l’auto e scappando a piedi, ma fu raggiunto da una raffica di proiettili che non gli lasciò scampo. Dall’esame autoptico emerse che la vittima era stata colpita da ben tredici colpi di arma da fuoco.

