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Home Cronaca Caserta

Villa di Briano, omicidio Laiso: alla sbarra quattro esponenti del clan dei Casalesi

La vittima fu freddata dai suoi assassini mentre era alla guida di una Smart, in via Castagna: aveva tradito l’organizzazione criminale

redazione di redazione
23 Gennaio 2021
in Caserta, Cronaca
finanzieri

Nella provincia di Caserta, nonché presso le case circondariali di Saluzzo (Cuneo) e Sulmona (L’Aquila), i carabinieri del nucleo investigativo di Terra di lavoro hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale del riesame di Napoli, a seguito del ricorso della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di quattro persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso (clan dei Casalesi – fazione Schiavone) e dell’omicidio di Crescenzo Laiso, avvenuto in Villa di Briano, nel Casertano, nel pomeriggio del 20 aprile 2010.

La misura cautelare colpisce elementi di spicco del clan dei Casalesi, tra i quali M. I. (attualmente collaboratore di giustizia), M. P., N. D. C. e B. C., gravemente indiziati, a vario titolo, dell’omicidio di Laiso, che al momento della morte aveva 31 anni. La vittima fu freddata dai suoi assassini mentre era alla guida di una Smart, in via Castagna, a Villa di Briano. Nella circostanza cercò di sottrarsi al fuoco dei killer, sopraggiunti a bordo di una motocicletta, abbandonando l’auto e scappando a piedi, ma fu raggiunto da una raffica di proiettili che non gli lasciò scampo. Dall’esame autoptico emerse che la vittima era stata colpita da ben tredici colpi di arma da fuoco.

I provvedimenti restrittivi costituiscono il risultato di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione distrettuale antimafia, avviata nell’anno 2016, che ha consentito di accertare che gli indagati avevano fornito supporto logistico al commando e partecipato attivamente alle ricerche della vittima, segnalandone gli spostamenti ai killer, ovvero M. P. (conducente della motocicletta) e F. B., individuato quale autore materiale dell’omicidio. Secondo le dichiarazioni acquisite dai collaboratori giustizia e dai risultati delle investigazioni eseguite, a ordinare il raid sarebbe stato Nicola Schiavone, figlio del capoclan Francesco, detto “Sandokan” e la causa dell’omicidio, secondo l’accusa, sarebbe la seguente: Laiso aveva commesso errori nella gestione dei proventi delle estorsioni, trattenendo per sé buona parte del denaro, senza versarlo nella cassa comune del clan dei Casalesi.

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Tags: clan dei casalesi
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