Protestano contro la proliferazione del social network TikTok tra i giovanissimi le mamme che, assieme a Europa Verde, si sono riunite oggi a Napoli, all’esterno dei giardini Ruoppolo. Le manifestanti, al grido di “I bambini li portiamo nei parchi”, sottolineano la pericolosità della piattaforma che, senza alcun tipo di filtro o di blocchi per minori, espone tanti minori a contenuti controversi e potenzialmente fatali, specialmente se i genitori non prestano attenzione alla vita digitale dei propri figli. L’attenzione sulla questione è stata risvegliata dalla triste vicenda di una bambina di 10 anni che, a Palermo, ha perso la vita mentre registrava un video per il social network, soffocandosi con la cintura del padre in bagno in circostanze ancora da chiarire.
Si è parlato, in questi giorni, di una sfida estrema che girava sul social ma, almeno per il momento, non sembra esserci alcuna prova concreta a supporto di tale ipotesi. Quel che è certo, tuttavia, è che la piccola Antonella aveva creato numerosi profili, oltre che su TikTok, su Instagram, Facebook e altre piattaforme: tutti siti ai quali, per legge, non avrebbe potuto iscriversi prima di aver compiuto 13 anni. Proprio partendo da questo dato, il Garante della privacy ha disposto, fino al prossimo 15 febbraio, la sospensione dei profili TikTok di tutti quegli utenti di cui non sia possibile certificare l’età anagrafica. Una misura senza precedenti che, così come già accaduto per i ban di Twitter all’account di Donald Trump, accende il dibattito sull’applicazione di regole più stringenti per l’accesso ai social network e sul controllo delle informazioni che vengono scambiate al loro interno.


