Gli assessori di 12 grandi città italiane propongono un piano per il rilancio della cultura
Al centro del programma c'è la possibilità di poter riaprire gran parte dei musei, dei teatri e dei siti artistici in piena sicurezza e secondo regole omogenee e condivise
Gli assessori alla cultura di 12 tra le principali città italiane, tra cui Eleonora De Majo del Comune di Napoli, hanno presentato quest’oggi un programma completo e dettagliato con una serie di proposte, concrete e da attuare al più presto, per rilanciare le attività culturali in tutto il Paese, a un anno esatto dallo scoppio dell’emergenza sanitaria. Durante l’ultima riunione di coordinamento sono state delineate misure e interventi da intraprendere per salvaguardare l’immenso patrimonio custodito dalle città italiane.
Durante il tavolo di confronto è emersa la volontà comune di tutelare i lavoratori del comparto e dare piena realizzazione al diritto alla cultura: le proposte presentate oggi al governo rappresentano un punto da cui partire per superare al più presto la crisi pandemica. Gli assessori chiedono infatti un confronto costruttivo al fine di poter disporre, in piena sicurezza, la riapertura dei principali siti culturali in base a regole omogenee e condivise così da garantire la ripresa delle attività nei musei, nei teatri, nei cinema, nelle sedi espositive e più in generale nei luoghi dell’arte e della cultura.
Il programma di intervento si articola in tre punti principali. Nel primo si chiede l’approvazione di un protocollo unico che garantisca la continuità delle attività culturali sul territorio, realizzabile nel concreto grazie ai servizi di prevenzione e di gestione del controllo della pandemia che i siti culturali sono in grado di garantire. Nel secondo punto si chiede la riapertura dei luoghi della cultura anche nei weekend nel rispetto di tutte le norme sanitarie e grazie al grande lavoro che il personale dei siti è pronto ad affrontare. Il terzo punto riguarda infine la richiesta di istituire un tavolo permanente di confronto tra gli enti locali e il ministero dei Beni culturali e la nomina di un sottosegretario specifico che curi i rapporti con l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) così da coinvolgere anche le città nelle riunioni decisionali e di concertazione.
“Queste proposte nascono dalla nostra esperienza nel governo delle città e dal lavoro continuo e costante che abbiamo impiegato per tutela della produzione e della programmazione del lavoro culturale, nonostante la pandemia in atto abbia rappresentato una pericolosa battuta d’arresto. Il rischio è di perdere quell’immenso patrimonio culturale che definisce la nostra identità. Molto è stato fatto per tutelare il mondo della cultura, ma serve fare ancora di più”, hanno dichiarato in coro gli assessori durante la conferenza. Al termine dell’incontro gli esponenti istituzionali delle principali città italiane hanno auspicato la creazione da parte del governo di un fondo speciale nazionale destinato alla ripartenza delle attività culturali in tutto il Paese.
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