Pugno fermo dello Stato a Napoli, dove oggi sono cominciate le rimozioni di murales e altarini abusivi dedicati a personaggi riconducibili alla criminalità organizzata. I primi due interventi, effettuati su input del prefetto Marco Valentini, sono avvenuti a San Giovanni a Teduccio dove, nel parco Troisi, è stato rimosso l’altarino dedicato a C. V., e a San Giovanni a Teduccio, quartiere dove erano apparse scritte per B. G.. Lo scorso 5 febbraio era stato rimosso anche il murale dedicato a L. C., diciassettenne ucciso da un poliziotto nel corso di una rapina il 4 ottobre 2020.
La prefettura di Napoli fa sapere che il programma di interventi di rimozione proseguirà nei prossimi giorni, con la finalità di ripristinare il rispetto della legalità. Recentemente era stato anche vandalizzato il murales di Jorit dedicato a Nino D’Angelo con la scritta “I morti si rispettano, non si cancellano“. Le azioni di rimozione di murales e altarini abusivi, come ricorda la prefettura nella nota, sono scattate “a seguito di quanto stabilito nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’area metropolitana dello scorso 4 marzo“, presieduta dal prefetto Marco Valentini, alla presenza dei vertici territoriali delle forze dell’ordine, della Procura della Repubblica presso il Tribunale e della Procura generale presso la Corte d’Appello, dell’assessore delegato dal sindaco di Napoli, nonché in relazione a quanto definito a livello operativo nel successivo tavolo tecnico di coordinamento tenuto in Questura alla presenza di personale della polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della guardia di finanza e della polizia municipale.


