Proseguono incessantemente le proteste dei lavoratori dello spettacolo a Napoli. L’accento viene posto, ancora una volta, sul disagio provocato dalla pandemia da Covid-19, ma non solo. Oltre a denunciare i criteri escludenti nella ripartizione dei ristori, infatti, gli operanti del settore urlano a gran voce la forte precarietà vissuta in questi tempi così difficili. “Quest’oggi − si legge sulla pagina Facebook dei lavoratori e lavoratrici dello spettacolo − un gruppo di lavoratrici dello spettacolo e di studentesse dell’accademia è entrato nel cortile del teatro Mercadante. Abbiamo aperto una trattativa con la direzione del teatro che oggi si è dimostrata più disponibile. Chiediamo che possa entrare una delegazione di dieci lavoratori nel foyer”.
Episodi di forti proteste si sono registrati anche nei giorni scorsi. Nella giornata di ieri, infatti, c’erano state tensioni tra i manifestanti e la polizia, intervenuta sul posto per evitare l’occupazione del teatro, in cui i manifestanti avrebbero voluto svolgere una conferenza stampa. Ancora, un mese fa musicisti, attori, tecnici, ballerini e operatori del service sono scesi in piazza chiedendo la riapertura in sicurezza dei teatri, tutele salariali, riforma dell’intero settore e interventi decisi per interrompere il precariato.


