Caserta, la finanza sequestra 4 milioni e mezzo di euro a un ingrosso di carni
Dalle indagini avviate su segnalazione dell'Agenzia delle entrate è emerso che l'azienda, nel triennio 2014-2016, aveva evaso i pagamenti delle imposte dirette sull'Iva e sull'Ires
Nel corso della giornata odierna i militari della guardia di finanza operativi presso il nucleo di polizia economico-finanziaria di Caserta, su delega della Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno completato un’operazione di sequestro nei confronti delle disponibilità finanziarie di una ditta attiva nel commercio di carni all’ingrosso con sede nel capoluogo casertano, in via Pasteur. Le confische hanno riguardato anche le liquidità dei rappresentanti legali dell’azienda, in particolare di R. R., di sessantasei anni, e di B. S., di trent’anni, per un valore complessivo di circa quattro milioni e mezzo di euro.
Il sequestro è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale sammaritano su richiesta degli uffici giudiziari: la somma è pari alla cifra evasa al fisco con il mancato pagamento delle imposte sull’Iva e sull’Ires tra il 2014 e il 2016. Il provvedimento cautelare giunge al termine di un’articolata indagine finanziaria iniziata nel 2017, quando la società incriminata finì nel mirino della direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate, che registrò alcune irregolarità. I presunti illeciti portarono all’immediata attivazione del protocollo investigativo in materia di reati tributari siglato dall’Agenzia delle entrate e dalle forze dell’ordine per contrastare in maniera efficace e tempestiva il fenomeno evasivo.
Durante gli accertamenti a carico dell’azienda, i finanzieri hanno scoperto che la società, nelle dichiarazioni inerenti alle imposte dirette sull’Iva e sull’Ires, aveva indicato nel 2014 attivi finanziari inferiori a quelli realmente conseguiti con una conseguente evasione di imposta pari a 1.095.368 euro. Negli anni successivi è inoltre emerso che la stessa società aveva addirittura omesso di presentare le dichiarazioni prescritte, evadendo tra il 2015 e il 2016 una somma pari a 3.399.988 euro, per un totale, nel triennio 2014-2016, di 4.495.356 euro di tributi non corrisposti allo Stato.
I legali rappresentanti della società sono stati pertanto accusati dei reati di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 5 del decreto legislativo numero 74 del 2000. A tal proposito, al fine di non legittimare il vantaggio economico derivato dalla condotta illegale, è stato richiesto al Gip di sottoporre a sequestro i frutti dell’arricchimento illecito. I giudici hanno conseguentemente provveduto a convalidare il sequestro preventivo delle liquidità della società e dei beni posseduti nelle disponibilità dei suoi amministratori per una somma equivalente al valore delle imposte evase.
In base a quanto disposto dal provvedimento preventivo i finanzieri hanno sottoposto a vincolo cautelare diverse somme di denaro giacenti sui conti correnti intestati sia alla società che ai suoi legali nonché di ulteriori quote societarie legate ad altre due imprese. Sotto sequestro sono finiti anche cinque veicoli posseduti dagli indagati. Quanto scoperto dalla guardia di finanza di Caserta dimostra l’efficacia dell’incessante attività delle forze dell’ordine nel reprimere il grave fenomeno dell’evasione fiscale la quale, oltre ai consueti danni erariali nei confronti dello Stato, rappresenta anche una minaccia alle regolari dinamiche del mercato e alla corretta e leale concorrenza tra le imprese.
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