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Home Cronaca Caserta

Demolizioni a Casal di Principe, il sindaco Natale: “Aiutare le famiglie in difficoltà”

A seguito della nuova proroga concessa dalla Procura per l'abbattimento di uno stabile in cui vivono due nuclei familiari con minori, il primo cittadino lavora per trovare sistemazioni alternative e chiede una sospensiva per il periodo dell'epidemia

Giuseppe Migliaccio di Giuseppe Migliaccio
13 Aprile 2021
in Caserta, Cronaca

Il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, nel consiglio Comunale di venerdì scorso, aveva fatto il punto sugli aggiornamenti relativi alla vicenda della demolizione di due case abusive, prevista dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per il 29 marzo e poi prorogata a oggi, 13 aprile. La motivazione di tale proroga era stata la presenza, in una delle due abitazioni, di due nuclei familiari con quattro minori: il primo cittadino del Comune casertano si è immediatamente attivato per concedere loro una sistemazione adeguata. Neanche questo lasso di tempo suppletivo, tuttavia, è bastato a risolvere il problema: era anche stata predisposta una manifestazione d’interesse pubblica per la ricerca di due appartamenti con fitto a carico dell’Ente, andata però deserta.

A questo punto il sindaco Natale, preoccupato dall’eventualità che queste famiglie si ritrovassero senza un tetto da un momento all’altro, giovedì 8 aprile, il giorno prima del consiglio, ha contattato nuovamente la Procura, che fortunatamente ha concesso una nuova proroga di 45 giorni, dando così un po’ di respiro in più alla fascia tricolore ma, soprattutto, alle persone destinatarie degli aiuti. La notizia è stata accolta con soddisfazione e piacere da parte di tutti i presenti al consiglio Comunale di venerdì, che si sono complimentati col primo cittadino per il lavoro che ha svolto e sta tuttora portando avanti.

Sindaco Natale, qual è la situazione attuale e quali sono i prossimi provvedimenti da mettere in campo?
“Ad oggi, un nuovo alloggio per i due nuclei familiari non è stato ancora trovato. Abbiamo sollecitato l’Agenzia dei beni confiscati, la quale ci ha assicurato che avrebbe accelerato i tempi per la consegna di due beni che possono essere utilizzati, ma ci sono dei tempi tecnici da rispettare che non permettono la loro consegna prima della fine del mese, ossia quando si riunisce il consiglio d’amministrazione dell’Agenzia. Dopodiché dovremo procedere con l’accatastamento, la sanatoria urbanistica, le verifiche sismiche e statiche e la verifica degli impianti, procedure che, volendo andare spediti, prevedono almeno due mesi di tempo. Noi, però, daremo il massimo e continueremo a cercare delle soluzioni abitative alternative idonee per queste persone. Contemporaneamente alla ricerca degli alloggi per questi due nuclei familiari, ho avviato dei canali parlamentari per cercare di ottenere, limitatamente al periodo di emergenza sanitaria, una sospensiva delle demolizioni, quantomeno in quei casi di forte fragilità sociale“.

È in programma qualche altra demolizione, nel breve periodo?
“Intendiamoci, quello dell’abbattimento delle abitazioni abusive è un tema che sta alla nostra attenzione dal 2014, anno del mio insediamento come sindaco di Casal di Principe e ho portato la questione anche su tavoli nazionali. Quando ci si riferisce a situazioni relative al nostro territorio, però, la faccenda si fa più complicata. In questo momento, noi abbiamo 152 case da abbattere e queste demolizioni pesano sul bilancio delle casse comunali, attualmente già in debito per un milione e 300mila euro da ripagare in cinque anni per tre o quattro abbattimenti fatti negli ultimi anni. Pur volendo fare qualsiasi sforzo, quanto tempo ci vorrebbe per abbatterle tutte? Ecco che allora le case, nel frattempo, restano abusive e le persone che le abitano vivono costantemente con questa spada di Damocle sul collo. Tra l’altro non abbiamo effettuato nessuna verifica sismica e statica sulle abitazioni in questione, per cui mi chiedo: fermo restando che l’abusivismo è sempre da punire, la soluzione è sempre e solo la demolizione, o si può trovare un’altra strada? Di questo passo, tra qualche anno rischiamo di andare incontro a un dissesto finanziario, il che significa che l’abuso viene pagato non solo da chi lo compie ma anche da cittadini esemplari, che pagano tutto regolarmente. Stiamo facendo e faremo sempre il possibile per trovare una soluzione alternativa, specificando che parliamo di quelle zone che non hanno dei vincoli particolari, che possono essere di tipo paesaggistico, idrogeologico, architettonico o archeologico. Faccio un esempio: un conto è Casal di Principe, che non si trova in questo tipo di zone, un altro è una spiaggia di Ischia“.

Relativamente alla questione delle due case da demolire ha ricevuto anche delle minacce via social: come ha reagito a questa cosa?
“Nella mia vita ho vissuto situazioni ben più pericolose, ma resta comunque un fatto inaccettabile. Tra i commenti di un mio post, in cui aggiornavo i cittadini sul quadro epidemiologico locale, dopo vari insulti di diverso tipo, mi è arrivato un ‘devi fare una brutta fine’: evidentemente era qualcuno che si è visto leso in qualche suo interesse relativamente a una delle due case in questione, che era uno scheletro ed è stata abbattuta regolarmente. Ribadisco, ho ricevuto minacce ben più serie, ma ho comunque presentato un esposto presso i carabinieri perché toni e modi di questo genere, oggi, non sono più accettabili a Casal di Principe“.

Il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale

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Tags: Casal di Principetop
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