In un film con protagonista James Bond, avrebbe trovato una collocazione ideale, tuttavia l’arma rinvenuta dai carabinieri di Sant’Antonio Abate è tutto fuorché un gadget cinematografico. Trattasi di una pistola vera e propria, seppur perfettamente camuffata in un oggetto innocuo, una penna, custodita in un astuccio.
I militari dell’arma hanno provveduto all’arresto di V.R., un 33enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso del pericoloso oggetto. L’uomo negli scorsi giorni aveva agito in modo sospetto, attirando così l’attenzione dei militari, i quali si sono recati presso la sua abitazione, provvedendo alla perquisizione. Nel cortile è stata fatta la curiosa scoperta della penna-pistola, accuratamente nascosta in un astuccio, priva di matricola, marca Erma, modello Sg-67, 6 proiettili e un bossolo, modificata ad hoc: la canna è stata allungata, consentendo di sparare a 50 metri di distanza. L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
Ancora una volta, la provincia di Napoli al centro della cronaca, più precisamente Giugliano in Campania, dove i carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di fermo, emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nei confronti di Camillo Petito, ritenuto colpevole del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il 53enne, era già conosciuto sul territorio, in quanto membro di spicco del clan camorristico Verde. Sulla scorta delle indagini effettuate, è stato possibile tracciare l’iter dell’attività criminale condotta da Petito, in collaborazione con ulteriori soggetti in corso di identificazione: tra settembre e ottobre 2019, egli avrebbe avvicinato il titolare di un’autofficina del posto al fine di ottenere il pagamento di 500 euro al mese, in cambio di protezione.
La vittima si era rifiutata di corrispondere la somma ingiustamente pretesa, cominciando a subire così svariati atti intimidatori e, in particolare, divenendo letteralmente bersaglio, unitamente all’esercizio commerciale, del lancio di grossi petardi, esplosi a distanza ravvicinata. Ebbene, stanco delle perduranti vessazioni, il titolare dell’attività, ha provveduto a denunciare gli accadimenti ai carabinieri, consentendo in tal modo l’avvio e il buon esito delle attività investigative.