Stamane i militari della guardia di finanza di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di L. P., un ventinovenne casertano ritenuto gravemente indiziato di aver commesso attività usurarie ed estorsive ai danni di un impresario del settore dell’organizzazione delle feste, degli eventi e degli spettacoli in provincia di Caserta. Le accuse a carico dell’arrestato sono maturate in seguito a mirate attività investigative che hanno permesso, nel giro di qualche mese, di constatare la veridicità delle dichiarazioni e delle denunce rilasciate dalla vittima ai finanzieri qualche settimana prima. I giudici della Procura sammaritana hanno così ritenuto opportuno intervenire tempestivamente per porre fine quanto prima al business criminale.
L’imprenditore vittima del giro usuraio aveva testimoniato alle forze dell’ordine che nel novembre del 2019, per far fronte alle impellenti necessità finanziarie indispensabili per permettere lo svolgimento della sua attività, nonché all’impossibilità di rivolgersi ai canali legali del credito bancario, aveva chiesto un prestito di denaro proprio a L. P., garantendogli di poter ripagare il debito in brevissimo tempo grazie ai proventi derivanti dall’organizzazione di numerosi eventi e spettacoli nel Casertano. Stando ai patti iniziali l’impresario avrebbe dovuto contrarre un debito di 15mila euro, di cui 10mila euro a titolo di capitale iniziale e i restanti 5mila sotto forma di interessi, con un tasso di interesse pari al 600%. Con le ingenti somme di denaro ricavate dagli introiti degli eventi programmati durante tutto l’arco del 2020 l’imprenditore avrebbe provveduto a ripagare il debito contratto dall’usuraio senza problemi.
Tuttavia l’impresario casertano non aveva fatto i conti con le misure restrittive e con l’annullamento degli eventi causati dalla pandemia di Covid-19. Per via dell’emergenza epidemiologica e della conseguente crisi di liquidità finaziaria, l’imprenditore non era più riuscito a restituire la somma di denaro originariamente pattuita con il suo finaziatore, somma che nel frattempo era schizzata alle stelle a causa degli altissimi tassi di interesse applicati, fino a raggiungere un importo considerevole pari a 190mila euro. Per costringere il debitore a farsi consegnare i soldi, L. P. aveva iniziato a esercitare pressioni di natura estorsiva, intimidendo il debitore e arrivando a minacciare di morte sia lui che i suoi familiari, in particolar modo il padre anziano. Tali azioni sarebbero poi presto culminate in vere e proprie aggressioni fisiche: intimorito da questa pericolosa escalation, l’imprenditore era stato costretto a versare una somma di denaro in “acconto” pari a 70mila euro, che aveva provveduto a raccogliere facendosi prestare i soldi dai parenti e dagli amici più stretti.
Le attività investigative partite in seguito alla denuncia dei fatti si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, di audizioni di persone informate sui fatti nonché grazie all’esecuzione di pedinamenti e appostamenti che hanno contribuito a far emergere il grave quadro di colpevolezza a carico dell’usuraio casertano. Le Fiamme gialle hanno così ricostruito tutti gli avvenimenti che hanno portato alla stipulazione del prestito, rispetto al quale erano stati applicati anche tassi di interesse esorbitanti pari addirittura al 2.500%: una vera e propria azione di strozzinaggio. Tra le clausole del patto criminale era stato inoltre inserito un piano di “ammortamento” del debito, in base al quale la vittima avrebbe dovuto versare ogni mese una rata mensile da mille euro per la durata di dieci anni, così da garantire il pagamento di un plusvalore di 120.000 euro. Tale contrattazione illegale si sarebbe così configurata come una vera e propria “tassa” sull’attività dalla quale la vittima non se ne sarebbe più potuta liberare una volta intrappolata nella rete dell’usura.
L’operazione di stamane costituisce un’importante testimonianza circa il costante lavoro svolto dalle forze dell’ordine nel combattere i fenomeni criminali legati all’usura e all’estorsione, sempre più radicati a causa della devastante crisi economica che sta colpendo interi settori commerciali, a causa dell’emergenza epidemiologica non ancora del tutto superata. L’obiettivo di reprimere questo pericoloso fenomeno criminale è stato formalizzato anche attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa siglato tra la Procura sammaritana e il comando provinciale della guardia di finanza di Caserta, allo scopo di fornire copertura e sostegno adeguato alle vittime dell’usura e di intervenire tempestivamente con tutti i mezzi e gli organismi inquirenti messi a disposizione.
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