È una storia di quelle che non vorresti mai scrivere, perché ti fanno male al cuore, ti creano un buco in pancia. Siamo nell’area di Castellammare di Stabia, lei è una bambina di 10 anni, con l’amore incondizionato di mamma e papà. Frequenta la scuola elementare ed è proprio a scuola che decide di svelare il suo terribile segreto.
Un giorno la maestra chiede a suoi alunni di fare un disegno, libero, a piacere, ma riguardante la loro vita. Quando i giovani studenti finiscono, l’attenzione dell’insegnante è rivolta verso un’unica serie di figure. Il disegno è strano, qualcosa non quadra, la maestra chiede alla bambina cosa rappresenti. La risposta gela la docente.
Lo zio la tocca, è l’informazione data a carabinieri e assistenti sociali, prontamente chiamati. Subito scattano le misure a tutela del minore, applicati nei presunti casi di pedofilia. La bambina viene prelevata da scuola dai carabinieri, prima dell’arrivo dei genitori, e portata in una casa famiglia, in “vacanza”. Lo si fa per permettere al minore di parlare liberamente, senza essere condizionato, e arrivare più velocemente possibile alla soluzione del caso.
Così la bambina racconta e parla dello zio vicino di casa, che avrebbe abusato di lei, approfittando dell’assenza dei genitori nell’abitazione. Alcune settimane prima del disegno in classe, il parente avrebbe toccato la ragazzina in modo inequivocabile, provocando in lei uno choc, che ha espresso sul foglio.
Ora gli inquirenti stanno cercando di capire cosa, eventualmente, ci possa essere di inventato nel racconto della bambina, ma soprattutto se lo zio, che nel frattempo è stato accusato di violenza sessuale su minorenne, abbia avuto dei complici o qualcuno in famiglia sapesse dalla squallida vicenda. I genitori, intanto, chiedono insistentemente di poter riabbracciare la loro piccola, ignari, fino a poco tempo fa, della agghiacciante storia. Ma, fin quando le indagini andranno avanti, il loro desiderio non potrà essere esaudito.