I finanzieri della compagnia di Salerno, in stretta collaborazione con l’Istituto nazionale per la previdenza sociale (Inps), hanno scoperto e denunciato sei persone che, pur avendo a carico delle gravi condanne per associazione mafiosa, percepivano il Reddito di cittadinanza. Tra gli indagati, tre di loro, nei moduli da compilare per richiedere l’assegnazione del beneficio, non avevano inserito alcuna informazione in merito ai propri precedenti penali. Scoperti, poi, altri tre soggetti che avevano invece omesso, così come riporta la nota della Guardia di finanza, di dichiarare la presenza, nel proprio nucleo familiare, di persone vicine alla criminalità organizzata.
Le sei persone indiziate, dunque, non avevano alcun diritto a percepire il reddito di cittadinanza. Secondo la legge in merito, infatti, sono esclusi dall’elenco degli “aventi diritto” coloro che, nei dieci anni precedenti, abbiano ricevuto condanne definitive per reati gravi, come l’associazione a delinquere di stampo mafioso. La stessa misura viene estesa anche ai membri del nucleo familiare qualora nella domanda non abbiano comunicato la posizione corretta del parente condannato. Chi dà le giuste informazioni, invece, riceve un contributo ridotto, il cui importo viene calcolato sulla base dei soli componenti immuni da tali condanne.


