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Home Cultura

Esce il videoclip “Bianco già” del cantautore irpino Antonio Pignatiello

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
8 Marzo 2020
in Cultura, Musica
Antonio Pignatiello

Antonio Pignatiello

Il progetto del cantautore irpino Antonio Pignatiello, Acoustic session in the wood, arriva al suo secondo appuntamento, con l’uscita del videoclip per il brano Bianco già. Il progetto prevede l’uscita di tre brani live, in chiave completamente acustica, accompagnati da altrettanti video girati da Fabrizio Pizzulo nella riserva naturale Contrafforte Pliocenico di Sasso Marconi, in provincia di Bologna. La particolarità di questo progetto è che i brani, e quindi i video, escono a quindici giorni di distanza l’uno dall’altro, e sarà possibile trovarli in tutti gli store digitali e su Youtube. Dopo il primo brano Si sta facendo tardi, esce quindi Bianco già (ecco il link al video su Youtube https://youtu.be/RLVpTgq-fJ0), seconda traccia del recente album di inediti Se ci credi (Goodfellas/Believe), il terzo del cantautore irpino.

“È importante – sottolinea Antonio Pignatiello – in tempi in cui l’emergenza climatica non può più essere ignorata, riscoprire il rapporto con la natura e imparare a rispettarla. I tre video di questa Acoustic session in the wood sono stati realizzati in bianco e nero per mettere in risalto quest’assenza di bianco in cui si è solito rispecchiare il fantasma dell’inverno, questa stagione bianca di cui percepiamo mancanza”.

“Mi manca la neve – continua il cantautore irpino – tanto. Mi manca quel tempo immobile, immoto, quel tempo che ci dona uno sguardo diverso, forse nuovo, con cui guardare la vita: gli occhi si riempiono di un bianco infinito che trasforma e modifica il paesaggio. Nell’attesa ci restano i rami degli alberi che creano ombre e storie che bruciano nell’aria, mentre i suoni si modificano anche loro con il passare delle stagioni”.

Se ci credi, terzo album di inediti del cantautore irpino, è un concept album che racconta il sogno della generazione degli anni ’80: una generazione precaria in una società sconvolta dalla crisi dei rapporti, dalla fuga dei cervelli, lo scricchiolare dei valori morali. Attraverso le dieci canzoni presenti nell’album si esprime un viaggio in dieci vite diversi, si prende visione di dieci immagini diverse, ma con un unico obiettivo: una vita migliore, l’arrivo nella famigerata promise land. Antonio Pignatiello ci accompagna in questo viaggio nel profondo con uno scopo interessante, provare a raccontare la complessità della vita con parole semplici.

Il disco è stato diretto e prodotto da un sound designer d’eccezione, Taketo Gohara. Il produttore discografico, tecnico del suono e sound designer giapponese ha collaborato con tantissimi gruppi e artisti italiani del calibro di Vinicio Capossela, i Negramaro, i Verdena, Mauro Pagani ed Elisa. Il suono di cui si compone l’album, nonostante ci siano pochi strumenti, trasmette grande intensità, attingendo da artisti come Tom Waits e Bruce Springsteen, mostri sacri di quel rock statunitense di grande immediatezza che strizzava l’occhio un po’ al blues e un po’ alla musica folk. L’album si avvale anche della fisarmonica di Roberto Manuzzi, grande jazzista che per anni è stato al fianco di Francesco Guccini.

 

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