Le misure di prevenzione e contrasto al contagio da Coronavirus hanno colpito svariate attività lavorative e sociali, la scuola in primis, che sta brevettando nuovi e sperimentali modi di erogazione della didattica. Chiusi, o meglio contingentati, gli accessi a luoghi di intrattenimento come musei, cinema e teatri. Lo stop è, per il momento, attivo fino al 15 marzo, ma il termine non è definitivo e si paventa una proroga. L’alt all’intrattenimento e alla movida si estende a tutti quei luoghi in cui non è possibile garantire un numero di persone esiguo e in cui la distanza fra queste non possa essere almeno di un metro, come locali notturno e discoteche. Nella serata di ieri, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato un’ordinanza che stabilisce un fermo deciso alle principali attività ricreative.
Non è dato sapere se tutti i titolari di locali, discoteche e attività riguardanti la movida decidano di rispettare lo stop del presidente De Luca, ma già qualche posizione è stata presa. Almeno per questo fine settimana, si ha testimonianza di locali che chiuderanno i battenti per garantire, da parte loro, il tentativo di contenimento di nuovi possibili contagi. La decisione, tuttavia, sembra non trovare d’accordo i fruitori dei locali in questione, quella miriade di persone che, puntualmente, possiamo trovare in discoteche e locali dedicati al divertimento. Proprio la serata di ieri, venerdì, l’ufficiale inizio dello svago da fine settimana, aveva visto il solito alto numero di frequentazioni. De Luca invita alla responsabilità, a fare un temporaneo e simbolico voto di astinenza da weekend.

