Alloggi, quartieri dormitorio, abitazioni e strutture di scarsa qualità e dunque anche pericolose, nate in condizioni di emergenza post terremoto per accogliere gli sfollati. Una condizione che doveva essere necessariamente momentanea, di passaggio. Così non fu quella di Scampia e il Parco Verde di Caivano. Ed ecco che questi luoghi, ormai tristemente noti alla cronaca si sono tramutati in veri e propri ghetti: roccaforte di clan affiliati alla camorra, piazza di spaccio, covo di delinquenti. Vi sono, va detto, decine di famiglie oneste, persone per bene che, per anni, si sono ritrovate a vivere in questi contesti estremamente complessi, rischiando il futuro dei propri figli, immersi in una quotidianità fatta di spaccio e delinquenza. In molti hanno abbandonato la zona, altri non hanno avuto alternativa. Da qualche anno, finalmente, è cominciato il programma di abbattimento delle cosiddette vele di Scampia, con lo scopo di ridare dignità ad un luogo ormai socialmente etichettato, affinché molte famiglie possano continuare a vivere in abitazioni consone, sicure e in contesti sociali migliori. Come Scampia, anche Caivano ha il suo ghetto: parliamo del Parco Verde, un agglomerato di palazzi fatiscenti in cui violenze, furti, risse e finanche sparatorie sembrano essere quasi all’ordine del giorno. Vivere lì non è semplice per chi non ha nulla a che fare con la delinquenza o l’illegalità. I clan, divenuti ormai i padroni del quartiere, esercitano la ‘libera professione’, solo nel Parco Verde risultano 14 piazze di spaccio, fanno della zona ciò che vogliono, prendono e tolgono ciò che preferiscono, senza chiedere permessi a nessuno. C’è un progetto che, ovviamente, prevede l’abbattimento del cosiddetto Parco Verde: ci sono dei fondi stanziati proprio con finalità di riqualificazione del luogo, c’è la volontà di fare, di cambiare e di migliorare ma urge un supporto maggiore, urge l’attenzione del Governo campano e dello Stato. “Come parlamentare del territorio e membro della Commissione Ecomafie, farò la mia parte e proverò in ogni modo a contattare i vertici, chi temporeggia o vuole mettere da parte la questione Caivano, come se non fosse di estrema importanza“, dichiara l’on. Antonio Del Monaco. “È inaccettabile – continua – che decine di famiglie continuino a vivere in condizioni del genere, in una realtà che emargina da contesti sociali più ampi e controllati. È inaccettabile che il solo Parco Verde detenga il potere di 14 piazze di spaccio di droga, laddove i bambini non hanno possibilità di giocare in un vero ‘parco verde’. Riqualificare una zona del genere è un dovere anzitutto morale, non solo sociale“.


