Condannati a pene tra i 18 e 26 anni i tre uomini che il 27 aprile 2020 hanno travolto e ucciso, dopo aver tentato di svaligiare un bancomat, il poliziotto Pasquale Apicella. I pubblici ministeri avevano chiesto l’ergastolo per omicidio volontario, mentre la difesa aveva puntato tutto sulla condanna per omicidio stradale. I giudici hanno dato parzialmente ragione ai pm, riconoscendo l’omicidio volontario ma non condannando i tre alla pena più dura. L’agente, a bordo della “volante”, tentò di fermare, insieme ai suoi colleghi, l’auto dove si trovava il terzetto, ma fu ucciso dal violento impatto causato dai ladri.
Per i tre criminali, domiciliati nel campo rom di Giugliano in Campania, il pm avevano chiesto, oltre all’ergastolo, anche un anno di isolamento diurno. Il quarto complice, che ha partecipato al furto ma non era presente in auto al momento dello scontro con l’autovettura della polizia su cui viaggiava Apicella, è stato, invece, condannato a sei anni di reclusione con il rito abbreviato. “L’amore per il prossimo fa la differenza. Giustizia per Pasquale Apicella” e “I ricordi felici del tempo che abbiamo trascorso insieme inondano il nostro cuore addolorato e si trasformano in lacrime. La nostra vita senza di te non sarà più la stessa. Ci manchi. Ciao Lino” Questi gli striscioni che parenti e amici hanno esposto davanti al Tribunale.
