Unica prova, unico giorno, unico esame. Come lo scorso anno, da domani 16 giugno gli studenti degli istituti superiori dovranno affrontare solo l’orale per superare le forche caudine della maturità e ottenere il tanto agognato diploma. Avranno la possibilità di discutere dell’elaborato interdisciplinare (ex tesina) concordato con il coordinatore di classe e l’esposizione avverrà di fronte a una commissione interna, presieduta da un docente esterno. L’elaborato, che potrà essere accompagnato da supporti multimediali o da una prova pratica, verterà sulle materie di studio ma non sono escluse integrazioni riferite ad altre discipline o alle competenze dello studente presentate attraverso il suo curriculum, il quale comprenderà non solo il percorso scolastico: l’inserimento, infatti, di attività extra scolastiche, come sport praticati o esperienze di volontariato, sarà comunque valutato dalla commissione. Dopo la discussione dell’elaborato si passerà all’analisi di un testo di lingua e letteratura italiana e, infine, la commissione potrà proporre allo studente l’approfondimento di un argomento, sempre dedotto dalle materie di studio. Il tutto durerà, si prevede, circa un’ora, con il maturando che, alla fine, dovrà contare molto sui crediti scolastici (60 punti) per ottenere un voto finale soddisfacente e magari anche la lode. Le prove Invalsi e i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (l’ex alternanza scuola-lavoro) non entreranno a far parte del giudizio finale ma potranno essere fonte di discussione durante la prova d’esame. Per la professoressa Titti Noviello, che insegna inglese all’istituto di istruzione superiore di Trentola Ducenta, “non è cambiato un granché rispetto allo scorso anno. L’esame per i ragazzi è sicuramente più fluido – prosegue – non c’è la prova scritta di italiano, sostituita da un elaborato interdisciplinare su materie che per noi sono scienze e filosofia, italiano matematica e lingua straniera. Io ho vissuto anche l’esame dello scoro anno e devo dire che fra i ragazzi c’era un po’ di più di tensione. È stata la prima volta che l’esame di maturità si è svolto in questa maniera, ora gli studenti sono più preparati e consapevoli a cosa andranno incontro. Credo che siano sereni e tranquilli, anche perché per loro fare a meno della prova scritta è importante: erano molto terrorizzati. Poi c’è la commissione interna. Li conosciamo bene i nostri studenti, sappiamo i loro pregi e difetti, cosa che degli esterni – conclude – difficilmente possono capire in pochi minuti”.

