Alle prime luci del mattino, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei confronti di tre persone ritenute responsabili di concorso esterno in associazione di tipo mafioso appartenenti al clan dei Casalesi della fazione Schiavone-Zagaria. Tra i reati contestati: estorsione, trasferimento fraudolento di valori e impiego di denaro di provenienza illecita. Col medesimo provvedimento sono state sequestrate preventivamente tre società operanti nel settore degli scavi e di posa in opera di cavi elettrici per conto dell’Enel, riconducibili ai tre arrestati.
I provvedimenti restrittivi che riguardano la traduzione in carcere per due persone e una agli arresti domiciliari costituiscono il risultato di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, svolta dal mese di gennaio a maggio 2019. I.G., fin dagli anni ’90, aveva conseguito la gestione quasi monopolistica degli appalti pubblici nell’agro di Aversano, nell’ambito del sopracitato settore, grazie alla forza di intimidazione del clan dei casalesi, al quale partecipava quale concorrente esterno, mettendo a disposizione le proprie società. Lo stesso dopo l’interdittiva dell’Antimafia aveva intestato fittiziamente una società al genero l’altra al figlio e alla nuora continuando ad operare illecitamente. I tre arrestati avevano minacciato i titolari della ditta appaltatrice per la manutenzione delle linee aeree e interrate in media e bassa tensione nella provincia di Caserta negli anni 2017-2019, imponendo loro le maestranze e i mezzi delle ditte a loro riconducibili, estromettendoli, di fatto, dall’appalto in questione, minacciandoli. Inoltre padre e figlio avevano impiegato nella gestione economica delle loro società i proventi dell’attività estorsiva a danno dei titolari dell’azienda.

