Il pandoro di mozzarella di bufala? Un successo annunciato. I social scoppiano di commenti positivi, per quella che si segnala come la novità del Natale 2019. Dall’iniziale incredulità, si è passati all’esaltazione del prodotto, con l’icona della tradizione culinaria nostrana (insieme alla pizza) unita, almeno nella forma, al tipico dolce natalizio veronese.
“Chiamiamolo Pandozzarella”, ecco nato il nome che mette d’accordo tutti, o quasi. “No… non mi piace. Al massimo una treccia a forma di pandoro”, il solo commento che non si allinea con il pensiero unico. Per il resto è tutto un susseguirsi di “lo voglio anch’io”, “che meraviglia”, “buonissimo”, “Wuuuaaaa buonoooooo”. Ma si sa, c’è sempre il diavoletto che ci mette la coda della discordia, che in questo caso si chiama campanilismo.
Chissà se la mozzarella di bufala del pandoro è quella di Aversa, quella che batte tutti, perché è qui “che è nata la prima”. Ma a Battipaglia c’è la “zizzona”, orgoglio salernitano, e poi non è vero, “documenti affermano che il primo formaggio mozzato di cui si ha notizia proveniva da Capua”. C’è chi si avventura nel proclamare “la mozzarella aversana patrimonio dell’Unesco”, forse confondendosi con la pizza, ma le due pietanze regine sono indissolubilmente legate fra loro, quindi possiamo capire e perdonare l’eccessiva euforia.
In tutta questa confusione, tra presunte primogeniture e fanatismo da stadio, ci si dimentica che il via al dibattito social è stato dato dal ristorante di Ercolano, che ha messo in bella mostra il “mostro” di latte, e speriamo che nessuno si offenda. L’innovativa forma del nostro “oro bianco” è stata inserita nel menù di Capodanno dal furbo proprietario del locale che, ne siamo sicuri, sarà premiato per la geniale trovata di marketing e comunicazione, il giusto mix del successo.