La direzione dell’Asl Napoli 2 Nord ha deciso di sospendere dalle loro mansioni ventitré dipendenti dell’azienda che si sono rifiutati di farsi somministrare il vaccino contro il Covid-19 per ragioni non giustificabili. Gli impiegati in questione, infatti, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte della direzione sanitaria, si sono fermamente opposti alla vaccinazione e resteranno di conseguenza senza stipendio, oltre ovviamente a non poter esercitare la loro professione. Tra i sospesi ci sono medici, infermieri e un operatore del pronto soccorso, i quali si sono dichiarati apertamente “no vax”, una presa di posizione molto grave e che farà sicuramente discutere dato che si tratta di personale sanitario che lavora a stretto contatto con i pazienti, molti dei quali a rischio, e dunque con una grossa responsabilità sulle spalle. Adesso però dovranno fare i conti con le conseguenze della loro scelta scellerata.
La misura disciplinare di sospensione adottata nei loro confronti avrà valenza fino al 31 dicembre prossimo, data in cui terminerà lo stato d’emergenza sanitario da Covid-19, salvo eventuali proroghe a causa della situazione pandemica, oppure fino a quando i dipendenti sospesi non decideranno di farsi somministrare il vaccino. Si tratta di una misura disciplinare necessaria quella adottata dalla direzione dell’Asl Napoli 2 Nord per tutelare la salute dei pazienti nonché la sicurezza del personale sanitario. Sulla vicenda si è espresso anche il governatore campano Vincenzo De Luca che ha accusato i sanitari responsabili di aver preso una decisione di una gravità inaudita e che ci sarà tolleranza zero verso tutti coloro che non vorranno vaccinarsi e che lavorano nell’ambito sanitario, non solo pubblico, ma anche privato.

