Camorra, arrestata in aeroporto Maria Licciardi detta a’ piccerella (Video)
Un arresto eccellente quello compiuto stamane dai militari. La donna è considerata boss dell'omonimo clan e figura al vertice del cartello egemone nell'area nord di Napoli
Operazione clamorosa dei Ros stamane che all’aeroporto di Ciampino hanno arrestato Maria Licciardi. La donna è considerata boss dell’omonimo clan e figura al vertice del cartello egemone nell’area nord di Napoli. Lady camorra è la sorella di Gennaro, detto ‘a scigna, fondatore dell’organizzazione malavitosa e morto in carcere per un’ernia ombelicale nel carcere di Voghera nel 1994, a 38 anni. Le accuse sono associazione di tipo mafioso, ricettazione, estorsione e turbativa d’asta.
Un arresto eccellente quello compiuto stamane dai militari, la donna è indagata per associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione di somme di denaro di provenienza illecita e turbativa del regolare svolgimento di un’asta giudiziaria, reati aggravati dalle modalità mafiose. L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha evidenziato che Licciardi Maria, sorella del fondatore del clan, Licciardi Gennaro, deceduto in istituto penitenziario nel 1994, fin dalla sua ultima scarcerazione, risalente al dicembre 2009, dopo circa 8 anni di detenzione, ha progressivamente assunto la direzione della consorteria, gestendo le attività illegali attraverso disposizioni impartite, anche durante incontri e summit riservati, ad affiliati con ruoli apicali e ai capizona ai quali erano affidate porzioni dell’area di influenza dell’organizzazione, Masseria Cardone, Don Guanella, Rione Berlingieri e Vasto.
La donna sotto il profilo delle sinergie operative, oltre ai rapporti con esponenti dei clan “Contini” con Eduardo detto o’ romano o il boss in smoking ancora in carcere, “Vanella Grassi” che pare stiano gestendo i traffici illeciti nella zona di Scampia, “Di Lauro” e “Polverino, sono state registrate le strette relazioni con il clan “Mallardo” delle cui dinamiche la Licciardi era costantemente aggiornata. Le indagini hanno svelato un’attenta gestione della cassa comune da parte dell’indagata, che puntualmente provvedeva al sostegno delle famiglie degli affiliati detenuti, ciò anche per evitare eventuali collaborazioni con gli inquirenti.
L’attività d’indagine, eseguita dal Reparto Anticrimine del ROS di Napoli, resa particolarmente difficoltosa delle continue bonifiche degli ambienti e dei mezzi in uso all’organizzazione, volte a scongiurare la presenza di dispositivi di intercettazione, ha documentato il capillare controllo del territorio, ottenuto grazie al massiccio impiego di sentinelle, che consentiva alla donna di allontanarsi dall’area in caso di anomale presenze delle forze di polizia.
Quando fu arrestato Carmine Alfieri il fratello di Maria fu trovato insieme a lui a Scisciano, quindi le alleanze nel corso degli anni sono state molteplici. Singolare la faida con il clan Prestieri per l’assassinio del Principino che fece a Secondigliano ben 9 morti nel giro di tre mesi. Il pretesto si consumò in una discoteca, una bella ragazza in minigonna importunata da un uomo. La giovane faceva parte del clan Licciardi e l’uomo del Prestieri, fu lasciato a terra agonizzante. Dopo qualche ora colpirono per uccidere un’esponente del clan Licciardi. Il ragazzo non muore ma la mattina dopo, il famoso lunedì di San Patrizio vennero uccise diverse persone tra cui il Principino, nipote prediletto di Gennaro Licciardi. Dal 16 marzo del 97′ visti i tanti morti ammazzati a prendere le redini in mano di tutto il potere criminale furono le donne tra cui a Piccerella, Maria Licciardi.
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