Sono passati tre anni dal crollo del ponte Morandi che causò 43 morti e 11 feriti. Lo scorso anno è stato inaugurato il nuovo viadotto sul torrente Polcevera curato da Renzo Piano. Lo scorso 22 aprile la Procura di Genova ha chiuso le indagini e si attende l’esito del processo, per garantire giustizia e ridare la speranza. Sono le 11.36 di tre anni fa, quando, durante un nubrifagio, una porzione di circa 200 metri di ponte, crolla. Inaugurato nel 1967, il viadotto per decenni fungeva da collegamento tra il Nord Italia e la Francia e le aree industriali della Liguria.
Il crollo, il disastro. Muoiono anche tre minori, il collega Giovanni Battiloro e l’ultimo corpo verrà rinvenuto durante i funerali celebrati il 18 agosto alla presenza delle massime cariche dello Stato. Diventa tutta zona rossa, sono 600 gli sfollati, almeno 250 famiglie. Una sconfitta per lo Stato, per le Istituzioni e per i tanti familiari che chiedono giustizia, soprattutto quelli che hanno rinunciato al risarcimento danni in termini economici. L’italia cerca ancora delle risposte, concrete e veritiere.

