Nel Gruppo C sono senza alcun dubbio le squadre favorite ed il calendario ha voluto subito riservare lo scontro diretto tra loro. Leicester e Napoli si giocano subito una fetta di primato nel girone, cosa che consentirebbe di passare il turno in maniera diretta. Quest’anno infatti, è bene ricordarlo, la nuova formula della Europa League prevede il passaggio al turno successivo della prima di ogni raggruppamento, mentre la seconda dovrà affrontare un preliminare (sedicesimi) contro una formazione eliminata dalla Champions League. Una trovata interessante che renderà più combattuta la competizione, c’è da scommetterci. Per gli azzurri quindi, uscire indenni dal Regno Unito rappresenterebbe sicuramente una condizione di vantaggio in proiezione futura; Legia e Spartak Mosca appaiono con tutta sincerità avversarie poco temibili.
Grandi complimenti ed attestati di stimi hanno caratterizzato la vigilia del match di questa sera del tecnico nordirlandese Brendan Rodgers nei confronti del collega Luciano Spalletti. L’ex mister di Liverpool e Celtic ha dichiarato di avere una squadra forte e dalla rosa profonda, insomma un gruppo ambizioso che non si pone limiti. L’obiettivo è quello di riscattare la delusione per due stagioni culminate con un beffardo quinto posto nelle battute finali dopo essere stati costantemente nelle prime quattro. E sicuramente di non ripetere lo scivolone dello scorso anno in Europa League dopo un’ottima fase a gironi. Le “Foxes” infatti vennero eliminati per mano del non irresistibile Slavia Praga. Grande rispetto per il Napoli però, che Rodgers considera in grado tranquillamente di poter vincere la competizione. È la prima volta che il Leicester incontra una squadra italiana in Europa, ma un italiano sul suo cammino la società l’ha incontrato eccome. Già, ci riferiamo a quel Claudio Ranieri che ha fatto la storia di questo club vincendo un titolo inaspettato sbaragliando una concorrenza a dir poco agguerrita nel 2016. Una favola dei tempi moderni per intenderci. E curiosamente Ranieri viene ricordato a Napoli, molto giovane, come l’allenatore dell’immediato dopo-Maradona.
Il Leicester annovera tra le proprie fila un ex del campionato italiano, quel Timothy Castagne prelevato dall’Atalanta che realizzò il suo primo gol in Italia al San Paolo, in Coppa Italia. Occhi puntati sul “10”, il talentuoso Maddison, il quale però sta attraversando un periodo di appannamento preoccupante dal punto di vista realizzativo e degli assist, quest’ultima sua prerogativa principale. Leader indiscusso è Jamie Vardy, la sua storia la conosciamo, un’autentica favola; è un attaccante completo che a 34 anni continua a dire la sua e spesso fa la differenza. Dovrebbe proprio spuntarla lui in avanti come punto di riferimento offensivo (parte un po’ dietro nelle gerarchie Daka); alle sue spalle un terzetto niente male composto da Albrighton, il già citato Maddison e Barnes. In mezzo al campo pochi dubbi, Tielemans e Ndidi formeranno la coppia affiatata e che offre le maggiori garanzie di rendimento. In difesa, davanti a Schmeichel, figlio del leggendario Peter, giocheranno Castagne e Bertrand sulle fasce e coppia centrale Soyuncu e Vestergaard.
Il tecnico del Leicester, Brendan Rodgers
Tutto sommato un buon ventaglio di scelte anche per mister Spalletti che sino all’ultimo ha dovuto attendere la situazione relativa agli infortuni di Insigne e Mario Rui. Il capitano è partito con i compagni mentre il terzino portoghese ha dato forfait. C’era anche un altro grande grattacapo per gli azzurri viste le leggi inglesi. Queste ultime infatti prevedono 10 giorni di quarantena per quei calciatori impegnati in Sudamerica e nelle zone rosse dell’Africa. Tale condizione avrebbe privato la squadra partenopea di Ospina, Koulibaly ed Osimhen; fortunatamente però il pericolo è stato scongiurato dopo che il governo inglese ha apportato delle modifiche al regolamento. La squadra del presidente De Laurentiis negli ultimi anni è stata costantemente in Europa e spesso ha incrociato squadre inglesi. Manca un successo in terra britannica e i tempi per sfatare questo tabù sembrano davvero maturi. Spalletti non intende assolutamente snobbare la competizione e riduce al minimo il turnover; tra i pali Ospina (Meret ne avrà ancora per qualche settimana), in difesa Di Lorenzo a destra e Rrahmani che potrebbe affiancare Koulibaly al centro (fuori quindi Manolas), a sinistra vista l’assenza di Mario Rui, il favorito sembra essere Malcuit. A centrocampo, reduci dalla splendida prestazione di sabato in campionato contro la Juventus, saranno riproposti Fabian Ruiz ed Anguissa che in una sola partita si è già preso il Napoli. Con loro, leggermente più avanzato a supporto della punta, tornerà Zielinski, il quale già da subentrato, sabato, aveva dato ampie rassicurazioni sulla sua condizione dopo l’infortunio patito alla prima di campionato contro il Venezia. Sicuro di partire dal primo minuto il messicano Lozano; questi era dato per sostituto di Insigne, ma con il recupero del “24” potrebbe giocare a destra in luogo di Politano. Terminale offensivo il nigeriano Victor Osimhen, alla ricerca del primo sigillo stagionale. Così come anticipato anche dal tecnico di Certaldo, le 5 sostituzioni permetteranno di far ruotare gli elementi a disposizione e ci potrebbe essere spazio ad esempio per il giovane Zanoli a partita in corso. A proposito di favole.
Spalletti ed Anguissa nella conferenza della vigilia
L’appuntamento al “Leicester City Stadium” è alle ore 21, arbitra il signor Tiago Martins, portoghese.
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