Ancora un altro grave caso di violenza di genere si è consumato questa volta a Ercolano, in provincia di Napoli, dopo i raccapriccianti fatti verificatisi a Marcianise, in provincia di Caserta, recentemente. I carabinieri della della tenenza locale si sono precipitati presso un’abitazione del centro cittadino in seguito alla segnalazione ricevuta da alcuni condomini in merito a una violenta lite scoppiata nel palazzo. Giunti sul luogo dell’accaduto i militari hanno trovato una donna stesa a terra, in lacrime e con il volto tumefatto, recante una grave ferita all’occhio.
Secondo quanto testimoniato dalla vittima, era stata appena aggredita e picchiata violentemente dal compagno il quale le aveva estorto del denaro. La donna aveva infatti ceduto alle richieste insistenti dell’uomo, consegnandogli tutto il denaro che in quel momento aveva a disposizione. L’aggressore però non le ha creduto e l’ha prima scaraventata a terra trascinandola per i capelli, poi ha iniziato a colpirla ferocemente al volto con pugni e calci, fino a provocarle gravi tumefazioni al viso e ferendola gravemente a un occhio. Le urla di dolore della donna hanno così messo in allerta i vicini i quali hanno provveduto a chiamare le forze dell’ordine. Quando sono arrivati i carabinieri l’uomo ha continuato a inveire contro la donna, apostrofandola con ogni epiteto possibile e immaginabile, e minacciando di ammazzarla.
A quel punto i carabinieri sono stati costretti a intervenire per bloccare l’uomo prima che potesse compiere ulteriori azioni violente contro la povera donna, ormai ridotta allo stremo. Il reo, un trentaduenne del posto, è stato così ammanettato e accompagnato in carcere dopo le formalità di rito. L’uomo dovrà ora rispondere davanti ai giudici delle accuse di maltrattamenti in famiglia e di estorsione. Successivamente a quanto accaduto la donna ha ricevuto tutte le cure necessarie ed è stata interrogata dagli inquirenti. È così emerso che non era la prima volta che la ragazza subisse le violenze, i soprusi e le pesanti ingiurie da parte del convivente, il quale in più occasioni non ci aveva pensato due volte ad allugarle le mani addosso, picchiandola con inaudita ferocia e brutalità. La donna, tuttavia, per la paura di subire ritorsioni e violenze ancor peggiori da parte dell’uomo, non aveva trovato la forza né il coraggio di denunciare, come troppo spesso accade per i casi di violenza domestica che si consumano nel silenzio assordante delle mura di casa.

