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Home Ambiente

La scoperta a Pinetamare: dalle scogliere affiorano rifiuti speciali (Video)

I litorale domizio continua a essere vittima della devastazione ambientale provocata dall'uomo. Intere spiagge sono state trasformate in discariche di immondizia

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
13 Ottobre 2021
in Ambiente, Cronaca

Se si dovesse fare un esempio sui libri di storia di cosa vuol dire devastare il territorio, sicuramente l’area di Villaggio Coppola-Pinetamare a Castel Volturno potrebbe rappresentare l’emblema di come la mano dell’uomo possa essere protagonista di veri e propri crimini contro l’ambiente. La storia e la geografia del litorale domizio sono state infatti segnate da ferite e cicatrici difficili da guarire, e le numerose colate di cemento versate lungo la costa tra gli anni ‘70 e ‘80 da un sistema affaristico-criminale che vedeva collusi imprenditori, politica e camorra ha letteralmente messo in ginocchio quello che poteva essere un territorio dalle grandi potenzialità, e che invece è stato stuprato dalla speculazione edilizia. Ferite e cicatrici che emergono ancora oggi, a distanza di anni, in tutta la loro drammaticità, e che pian piano è il mare a restituire a tutti coloro che per anni hanno pensato di inquinare l’ambiente restando impuniti. 

Vi siete mai chiesti con quali materiali sia stata realizzata parte delle scogliere che fungono da frangiflutti lungo il tratto di costa che bagna appunto il Villaggio Coppola e l’adiacente Pinetamare? Se inizialmente qualche dubbio era sorto, vista la continua devastazione ambientale che subisce il litorale, adesso le prove inconfutabili di quanto avvenuto è proprio il mare a farle emergere, confermando quelli che erano i sospetti di numerosi ambientalisti. Come si può vedere dalle foto scatatte e dai video girati su una delle scogliere della spiaggia libera in località Fontana Blu e adiacente alla via del Mare, zona molto affollata in estate dai numerosi bagnanti provenienti dalle province di Napoli e Caserta, l’erosione e le correnti marine hanno corroso e consumato parte delle scogliere facendo emergere come in realtà sia sotto che sopra gli scogli siano stati sversati materiali di risulta provenienti dagli scarti edilizi nonché rifiuti speciali provenienti presumibilmente da diversi cantieri irregolari e discariche abusive della zona. 

Quella che abbiamo sotto gli occhi non è altro che la fotografia vivida e reale di anni di sversamenti illeciti di rifiuti gestiti dalle ecomafie che hanno trasformato quello che un tempo era un bellissimo tratto di costa in una vera e propria pattumiera a cielo aperto dove nascondere rifiuti di ogni tipo. Il tutto è avvenuto nell’indifferenza delle istituzioni locali che nulla hanno fatto per tutelare il mare, e che il più delle volte andavano a braccetto proprio con quegli speculatori e quegli imprenditori senza scrupoli che hanno devastato il territorio pur di arricchirsi. A una situazione estremamente critica, dulcis in fundo, si aggiunge come se ciò non bastasse l’inciviltà di alcune persone le quali, invece di capire che l’ambiente va tutelato e salvaguardato per la loro salute, continuano a gettare in mare rifiuti di ogni specie. Le spiagge di Villaggio Coppola sono infatti invase da bottiglie di vetro, lattine, sacchetti dell’immondizia, buste di plastica, addirittura resti di fuochi d’artificio lasciati in spiaggia sicuramente dopo una festa. Spesso si tratta di rifiuti sversati in mare che le correnti marine stesse restituiscono con l’avvicendarsi delle maree. 

Vedere queste immagini davanti agli occhi non può che creare rabbia e rammarico per come il territorio venga continuamente dileggiato e maltrattato da chi invece dovrebbe tutelarlo e salvaguardarlo. Basta guardarsi intorno per capire quanto la bellezza di questi luoghi sia stata compromessa dalla mano dell’uomo, come nel caso dell’Oasi dei Variconi situata alla foce del Volturno, della quale ne abbiamo già parlato sulle pagine di questo giornale. Eppure di fronte a queste spiagge si ergono, nemmeno tanto lontane, Ischia e Procida, quest’ultima eletta a capitale italiana della cultura per il 2022. Com’è possibile allora che dei luoghi così incantevoli e dal grande potenziale turistico, che potrebbero davvero fungere da volano per la crescita del territorio e per il rilancio del litorale casertano, continuino a versare in queste condizioni riprovevoli? Non è accettabile che intere famiglie napoletane e casertane, con bambini e anziani al seguito, siano costrette a fare il bagno in queste vere e proprie discariche abusive che sorgono in spiaggia e a cielo aperto, mettendo così in pericolo la loro incolumità e la salute dei propri cari.

(Foto e video di Narciso Blima)

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Tags: Pinetamareprimopianorifiutiscogliera
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