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Home Cronaca Caserta

Reddito di cittadinanza: 20mila pratiche sospette tra i Caf sparsi tra le province di Napoli e Caserta

Inchiesta della Procura di Napoli Nord, maxi-truffa dei pachistani si muovono i PM: Sotto osservazione il Caf di Sant'Antimo, quello a cui si appoggiava il pachistano ideatore della truffa

redazione di redazione
13 Dicembre 2021
in Caserta, Cronaca, Napoli

Oltre 20mila pratiche sospette. Le attività di indagine sono state delegate, dalla procura di Napoli Nord guidata da Maria Antonietta Troncone, ai carabinieri che, in realtà, già da un paio di mesi starebbero seguendo la pista che conduce a dei pachistani con il reddito di cittadinanza ottenuto rubando le identità dei connazionali. Il fascicolo è stato affidato alla PM Patrizia Dongiacomo specializzata nei reati contro la pubblica amministrazione e le truffe.

In procura è stato costituito un piccolo team composto da tre pubblici ministeri che lavorano prevalentemente su questo tema. Sotto osservazione non ci sarebbe solo il Caf di Sant’Antimo, quello a cui si appoggiava il pachistano ideatore della truffa svelata da Il Messaggero, ma anche altri patronati sparsi tra le province di Napoli e Caserta. La banda di pachistani che, con la complicità di un Caf e un ufficio postale, ha messo in piedi una truffa da almeno due milioni di euro.

Nell’ultimo anno la sola INPS che copre i comuni di Afragola, Cardito, Crispano, Caivano, Frattamaggiore, Frattaminore, Sant’Antimo, Grumo Nevano, Casandrino e Arzano ha chiesto la restituzione di quasi 2,5 milioni di euro. Tutti redditi di cittadinanza percepiti illegittimamente. Ad oggi non è stato incassato quasi nulla. Anche perché nel frattempo i pochi ispettori a disposizione hanno scoperto un’altra truffa, quella dei finti rapporti di lavoro e le finte Naspi. Sempre a Sant’Antimo, lo stesso comune da cui è partita la truffa dei pachistani con il reddito di cittadinanza a loro insaputa.

Reddito di cittadinanza, nel 2021 truffe per 200 milioni: è già quasi il triplo di un anno fa. Si sente talmente tanto spesso che ormai la notizia sembra vecchia: “furbetti” con la Ferrari o con due lavori in nero hanno intascato il Reddito di cittadinanza non avendone diritto.

Ma per farsi un’idea più precisa: da inizio anno al 30 ottobre, i Carabinieri hanno rintracciato 9.247 percettori del reddito di cittadinanza che, almeno stando alle prime indagini, non ne avevano diritto, per un totale di 41.359.042 euro assegnati indebitamente. Da inizio anno al solo agosto scorso, invece, la Guardia di finanza ha rintracciato circa 16mila “furbetti” per un totale di 77 milioni di euro distribuiti a chi non avrebbe titolo per ricevere l’aiuto. L’anno scorso il fenomeno ovviamente esisteva già, ma i numeri erano più ridotti. I Carabinieri avevano scovato 1.408 persone che ricevevano il sussidio non avendone diritto per un totale di 5.614.247 euro spesi dallo Stato senza che ce ne fosse bisogno. La Guardia di finanza aveva trovato 5.868 responsabili di violazioni per circa 50 milioni di euro. Dalla nascita del Reddito di cittadinanza ad oggi, poi, i Carabinieri hanno rintracciato violazioni per complessivamente 48 milioni di euro. Da questo conteggio stiamo tenendo fuori le violazioni rintracciate prima che i soldi fossero effettivamente pagati. La sola Guardia di finanza, infatti, avendo accesso alle banche dati (dalle operazioni sospette sui conti correnti all’Agenzia delle entrate), riesce anche a bloccare le erogazioni prima che avvengano. È un totale di 90 milioni, 13 nel 2020 e circa 77 nel 2021.

Tags: primopianoreddito di cittadinanzatruffa
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