Si continua a manifestare a Napoli contro le restrizioni imposte dal Governo e dalla Regione per far fronte all’aggravarsi della crisi epidemiologica. In tanti, in queste ore, si sono radunati in piazza Plebiscito per esprimere il loro dissenso contro quelle misure che, a loro modo di vedere, si tradurranno sicuramente nella perdita di migliaia di posti di lavoro e in difficoltà economiche per tantissime famiglie. A scendere in piazza sono stati i ristoratori e i lavoratori della ristorazione e della movida, come barman e camerieri, una delle categorie più colpite dai provvedimenti del Governo, ma anche privati cittadini, studenti e esponenti dei centri sociali. Molto nutrita la presenza delle forze dell’ordine, che hanno vigilato sulla condotta dei manifestanti, circa un migliaio, che hanno poi raggiungo in corteo la sede della Regione, il vicino palazzo Santa Lucia.

I manifestanti di Napoli chiedono tutele economiche e sussidi per poter sopravvivere alle chiusure e alle limitazioni imposte da Roma e dalla Regione. C’è chi espone striscioni e cartelli, chi urla slogan contro il Governo e De Luca e chi, come i barman, fa risuonare nella piazza gli shaker, strumenti principali di quel lavoro che, ad oggi, appare loro come un diritto negato. Un ristorante, addirittura, ha issato una bara e impiccato due manichini vestiti da camerieri davanti alla propria insegna luminosa, un chiaro monito per il futuro fosco che attende il comparto, già provato dall’ultimo lockdown: senza un adeguato supporto dello Stato, molti esercizi saranno costretti a chiudere definitivamente. Al termine del corteo, la maggior parte dei manifestanti si sono dispersi spontaneamente, mentre un centinaio si sono diretti verso il lungomare: qui la tensione con le forze dell’ordine è salita, culminando nel fermo di uno dei presenti. Oltre che a Napoli, questa sera si registrano manifestazioni analoghe anche a Torino e Milano (con incidenti, negozi saccheggiati e 33 fermi), oltre che a Palermo Roma e Trieste, segno che il malessere e la paura del futuro siano sentimenti oramai diffusi in tutto il Paese. Solo ieri sera, circa 2mila persone avevano sfilato in corteo lungo le aree pedonali del Vomero, gridando cori contro il presidente De Luca e il premier Giuseppe Conte. Il serpentone in via Luca Giordano aveva incrociato altre persone provenienti da piazza Medaglie d’oro. Non si erano registrati scontri, né scene di violenza e la manifestazione era filata via in maniera tranquilla, anzi, le forze dell’ordine all’arrivo del corteo avevano aperto lo sbarramento permettendo il passaggio verso piazza degli Artisti, dove si era tenuto un sit-in.

