L’unità di crisi della Regione Campania ha comunicato che oggi sono pervenuti i risultati dei centri di riferimento ospedalieri che nell’ultima sessione di ieri hanno esaminato 502 tamponi, di cui 77 risultati positivi. Il totale complessivo dei positivi al Coronavirus in Campania è di 1103, ma per ora non c’è il temuto picco.
Intanto, si sta discutendo ancora degli ultimi provvedimenti emanati dal Governo centrale. Nella mattinata di ieri, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha avuto un colloquio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al quale ha “sollecitato l’adozione di misure drastiche per far diminuire il prevedibile flusso di cittadini di ritorno al Sud e in Campania per la chiusura di attività produttive”. De Luca ha affermato, infine, che “il presidente Conte ha rassicurato: il Governo sta affrontando questa problematica per le decisioni di merito”.
Le misure drastiche chieste dal governatore hanno avuto risposta immediata nell’ordinanza emessa dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute Roberto Speranza, in cui viene vietato lo spostarsi con mezzi pubblici o privati in un Comune diverso da quello in cui ci si trova, salvo che per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza per motivi di salute”. La misura, per contenere la crescita dei contagi e il picco di Covid-19, è già in vigore e resterà tale fino a quando il nuovo decreto annunciato ieri sera dal premier non sarà emesso e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. In forza a tale ordinanza le stazioni ferroviarie sono presidiate dalle forze dell’ordine e già si ha notizia di alcune persone bloccate poco prima di salire sul treno a Milano. L’obiettivo è quello di evitare che si ripeta ciò che è successo qualche settimana, con la fuga di massa dal Nord Italia.
Intanto, il nuovo decreto che il Governo ha emesso, reso necessario per far diminuire il numero dei contagi da Coronavirus ed evitare il temuto picco di ammalati, prevede una ulteriore stretta per quelle attività non ritenute essenziali, chiuse fino al 3 aprile. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha firmato e c’è una lista, non breve a dire il vero, delle attività reputate essenziali dall’esecutivo.
Sono confermate le aperture di farmacie, parafarmacie e supermercati, con le conseguenti attività di “produzione, trasporto, commercializzazione consentita e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari” e “ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza”. Potranno continuare a rimanere aperti edicole e tabacchi.
Ma se il Dpcm dello scorso 11 marzo dava una stretta, soprattutto al commercio, quello emesso oggi 22 marzo, con Confindustria che ha premuto per renderlo meno rigido, punta principalmente su fabbriche e industrie. Quindi i negozi di informatica rimarranno aperti, così come le banche, gli uffici postali, i trasporti pubblici.