Ostaggi del certificato: sulla fine dell’isolamento è caos nelle Asl. Tamponi negati ed esiti in ritardo: è un problema nazionale ma il pastrocchio rischia di diventare un caso nel già pesante quadro generale.
Per fare il tampone c’è chi aspetta dalle 4 alle 6 ore in fila; in tutta Italia le code per effettuare i test restano interminabili: c’è chi si sottopone a tampone una o due volte a settimana per andare al lavoro perché non vaccinato e chi cerca risposte data la maggiore esposizione cui si è stati soggetti nei giorni di festa ,a questi si sommano le migliaia di nuovi positivi che purtroppo si registrano giorno dopo giorno. Risultato: servizi di prenotazione e di ritiro referti in sovraccarico, e di conseguenza lunghi tempi di attesa nel consegnare gli esiti ai cittadini.
A tal proposito, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, intervenuto ad ‘Agorà’, su Rai Tre, sostiene che, “i tamponi, in questa fase in cui c’è una iper circolazione virale del Covid, vanno fatti solo ai sintomatici. Andare a farli agli asintomatici o ai contatti di sintomatici è inutile. Oggi il tracciamento per Sars-Cov-2 è perso. Quando siamo di fronte a 150mila casi al giorno quale tracciamento si può fare?“, sottolinea Bassetti.
Per quanto riguarda le scuole, per Bassetti “bisognerebbe che tornassimo a fare la medicina scolastica e che i pediatri tornassero a fare il loro lavoro. Che senso ha riempire i bambini di tamponi in completa asintomaticità? Facciamo i tamponi ai bambini che hanno i sintomi e se hanno i sintomi stanno in quarantena, a casa, come si è sempre fatto per il morbillo, la varicella, per la parotite“.

