Le scuole dell’infanzia, elementare e media inferiore della Campania devono riaprire. Il tribunale ha così accettato il ricorso presentato dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato (sede di Napoli) per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute, e quello depositato dagli avvocati napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci.
Per il giudice amministrativo “il solo fatto dell’aumento dei contagi nel territorio regionale, neppure specificamente riferito alla popolazione scolastica, e peraltro neppure certo, è la sola mera possibilità dell’insorgenza di gravi rischi, predicata in termin8 di eventualità, non radicano per sé solo la situazione emergenziale, eccezionale e straordinaria che in astratto potrebbe consentire la deroga alla regolamentazione generale”. – continua – Considerato che neppure risulta che la regione Campania sia classificata tra le “zone rosse” e dunque nella fascia di maggior rischio pandemico e che il solo dato dell’aumento dei contagi nel territorio regionale, neppure specificamente riferito alla popolazione scolastica (nei confronti della quale, peraltro, come detto operano le vigenti disposizioni precauzionali in caso di accertata o sospetta positività) e peraltro neppure certo (posto che se ne lamenta al contrario l’incertezza derivante dall’incompleto tracciamento) e la sola mera possibilità dell’insorgenza di “gravi rischi”, predicata in termini di eventualità, non radicano (né radicherebbero) per sé solo la situazione emergenziale, eccezionale e straordinaria, che, in astratto, potrebbe consentire la deroga alla regolamentazione generale, a tacer d’altro perché già considerati, e ampiamente, dal legislatore nazionale.”

