5 anni di carcere per chi è positivo e vìola la quarantena, multe da 400 a 3mila euro a chi non rispetta le norme per l’emergenza Covid-19 e possibilità per i presidenti di Regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus. Sono queste le misure più importanti del nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri, annunciato dal premier Giuseppe Conte durante la diretta televisiva e Facebook, seguita da una conferenza stampa con i giornalisti collegati in remoto.
Dopo oltre due ore di riunione, il Governo ha emanato un nuovo provvedimento, più severo per chi vìola le regole. Nel suo intervento il presidente del Consiglio ha ribadito che “tutti devono fare la loro parte, se tutti rispettano le regole si esce prima dall’emergenza”, per poi affrontare il tema dei rapporti con il Parlamento. “Con questo decreto legge abbiamo regolamentato più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l’attività del Governo e del Parlamento. Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni”.
Sui rapporti con le Regioni, invece, il decreto permette ai “governatori di adottare misure più restrittive. Ma rimane al Governo la funzione di coordinamento”. In pratica, il Governo dovrà convalidarle entro 7 giorni attraverso un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, unica autorità che può ordinare, con provvedimenti urgenti e momentanei, misure che restringono le libertà costituzionali. Lo stesso vale per le ordinanze dei sindaci.
Il premier è poi tornato sulle polemiche relative alla questione del prolungamento fino al 31 luglio dello stato di emergenza. “Lo stato di emergenza per sei mesi, emanato subito dopo che l’Oms ha dichiarato lo stato di pandemia – ha spiegato Conte – non vuol dire restrizioni fino al 31 luglio. Dovesse migliorare la situazione, siamo pronti ad allentare le misure in ogni momento, speriamo prestissimo”. Nel decreto, infine, è previsto uno stop fino a 30 giorni per le attività commerciali.
In serata è arrivata anche la decisione della giunta regionale della Campania riguardante la cassa integrazione in deroga, la sospensione del pagamento della tassa automobilistica e gli incentivi per la filiera bufalina campana. Per la cassa integrazione, la Regione Campania ha definito l’iter per la presentazione delle istanze da parte delle imprese, comprese quelle che hanno anche un solo dipendente. Il provvedimento è presente sul sito ufficiale della Regione Campania, che punta al massimo snellimento delle procedure. Tutto si svolgerà entro 48 ore dalla presentazione della domanda, con successivo invio telematico all’Inps. Primo giorno utile per la presentazione delle domande lunedì 30 luglio dalle ore 13.
È prevista la sospensione della tassa automobilistica regionale per le scadenze comprese tra il 24 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020. I termini sono prorogati al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi. Infine, allo scopo di coprire i costi sostenuti dalle aziende della filiera bufalina per gli abbattimenti dei capi risultati positivi a brucellosi, tubercolosi e leucosi enzootica, la giunta ha modificato la copertura finanziaria dai 9,5 milioni a 35 milioni, ripartiti in 20 milioni per l’anno 2019 e 15 milioni per l’anno 2020.