Saranno abbattuti oltre 2.000 criceti, dopo che undici di loro sono risultati positivi al coronavirus in un negozio di animali. Chiunque abbia comprato un piccolo roditore dal 22 dicembre, ha riferito il network Rthk, è “fortemente invitato” a riconsegnarlo per i test e a prescindere dal risultato sarà soppresso.
Secondo quanto dichiarato dalle autorità sanitarie, sono stati condotti esami per verificare la presenza del coronavirus su 178 criceti, conigli e cincillà presso il negozio di animali e il magazzino associato. I test sono stati effettuati dopo che una dipendente e un cliente del negozio sono stati colpiti dal virus. Da oltre tre mesi non si registravano casi simili. Nel corso di una conferenza stampa Leung Siu-fai, direttore dell’Afcd (Dipartimento per l’agricoltura, la pesca e la conservazione), ha indicato come sospette due importazioni di criceti dall’Olanda del 22 dicembre e 7 gennaio. Immediato è scattato il divieto di vendere e importare i roditori.
Thomas Sit, vicedirettore dell’Afcd che sovrintende l’ispezione e la quarantena, ha affermato che, “malgrado non ci siano indicazioni certe che dimostrino che gli animali domestici possano trasmettere il Covid-19 agli esseri umani, la decisione di abbattere gli animali è una misura cautelativa, presa per preoccupazioni per la salute pubblica”.
Intanto le autorità sanitarie di Pechino, stanno anche pianificando l’ipotesi di mandare in quarantena circa 150 clienti del negozio, mentre coloro che lo hanno visitato tra il 7 e il 15 gennaio sono stati invitati a contattare le autorità. Nel frattempo, a dozzine di altri negozi di criceti è stato detto di chiudere e di consegnare gli animali alle autorità per l’abbattimento, con la previsione di riapertura solo quando gli altri animali in vendita saranno risultati negativi. Inoltre, citando prove di laboratorio secondo le quali i criceti possono essere contagiati dal Covid-19, Thomas Sit ha detto che ”in base alle mie conoscenze, questo è il primo caso al mondo” fuori dal laboratorio. L’Olanda non ha segnalato alcun caso di coronavirus tra i criceti nell’ultimo anno, ha proseguito Sit, spiegando che altrimenti avrebbero avvisato l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).