Erano circa le 10:30 di questa mattina quando diversi colpi di pistola hanno gettato nella paura e nello scompiglio le decine di persone che si erano recate, come ogni venerdì, al mercato comunale di San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino. L’agguato, di chiara matrice camorristica, è avvenuto in strada, in un luogo non molto distante dalla centralissima piazza Guido Dorso. Sotto i colpi dei sicari sono infatti finiti F. C., di sessantasette anni, e G. P., di vent’anni, entrambi stretti da legami di parentela.
L’obiettivo dell’agguato era proprio il sessantasettenne, considerato dagli inquirenti uno dei boss emergenti appartenenti al clan Pagnozzi, sodalizio criminale tra i più forti e potenti dell’Irpinia. Nonostante il clan di camorra sia originario di San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli, avrebbe trasferito la sua roccaforte proprio nella cittadina di San Martino Valle Caudina, la cui posizione, a cavallo tra le province di Avellino e di Benevento, rappresenterebbe un punto “strategico” per la gestione degli affari illeciti del clan tra il Sannio e l’Irpinia. Il ras sarebbe stato raggiunto da diversi proiettili all’addome, all’inguine e alle gambe, e verserebbe in gravi condizioni presso l’ospedale San Pio – Gaetano Rummo del capoluogo sannita. F. C. si troverebbe infatti ricoverato attualmente in prognosi riservata a causa delle gravi ferite di arma da fuoco subite, le quali avrebbero provocato un’ingente perdita di sangue, motivo per il quale i medici del nosocomio beneventano hanno deciso di sottoporrlo a un delicato intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita.
Nei raid di camorra di questa mattina è stato ferito anche G. P., nipote di F. C., il quale è stato raggiunto da un proiettile alla gamba. Anch’egli è stato ricoverato in ospedale ma le sue condizioni di salute non desterebbero preoccupazioni. Le indagini su questo agguato che ha scosso l’intera comunità cittadina sono state affidate ai carabinieri di Avellino guidati dal maggiore Pietro Laghezza. In seguito alla sparatoria ci sono stati momenti di panico e di terrore nel mercato comunale, con il fuggi fuggi generale da parte sia dei presenti che dei mercatali: nel giro di pochissimi minuti, infatti, una volta girata la notizia della sparatoria, le strade del paese irpino sono presto diventate deserte. Non è da escludere che l’attentato di oggi sia collegato a una faida tra clan rivali per il controllo di un territorio considerato da sempre strategico per quel che riguarda lo “scacchiere criminale”. Nuovi clan, più feroci e spietati, sarebbero entrati in lotta con i vecchi sodalizi, per ottenere maggior potere.

