La recente escalation di violenza camorristica andata in scena nelle ultime settimane nell’area nord di Napoli, ha spinto i sindaci del territorio e gli amministratori locali a scendere in piazza a Frattaminore rispondendo prontamente all’appello lanciato dal Comitato di liberazione dalla camorra affinché i cittadini non cedano al terrore e alla paura attraverso i quali la criminalità organizzata vorrebbe mantenere saldo il proprio potere. Sia le bombe fatte esplodere nella cittadina atellana che i raid e gli agguati mortali consumatisi di recente tra Arzano e Afragola, mostrano come in gran parte della provincia settentrionale del capoluogo partenopeo sia in corso una vera e propria guerra di camorra, la quale sta lasciando alle sue spalle una lunga scia di sangue e di violenza mai vista prima.

Questa sera, in piazza San Maurizio a Frattaminore, erano infatti numerosi i sindaci e gli amministratori locali che hanno fatto sentire la solidarietà e la vicinanza da parte delle rispettive compagini amministrative alla fascia tricolore frattaminorese Giuseppe Bencivenga, il quale si è trovato ad affrontare, nel giro di pochi mesi e letteralmente da solo, una pericolosissima emergenza criminalità che ha messo letteralmente a ferro e fuoco la “tranquilla” cittadina dell’area nord di Napoli. In piazza, assieme al sindaco frattaminorese, c’erano anche i primi cittadini di Frattamaggiore, di Arzano, di Casavatore, di Caivano, di Afragola, di Casandrino, di Casoria e di Melito. Oltre a loro, hanno preso parte al sit-in anche il parroco anticamorra Don Maurizio Patriciello, il vescovo di Aversa Angelo Spinillo e il giornalista sotto scorta Mimmo Rubio, tra i promotori della rete di cittadini, di comitati e di associazioni che ribadiscono la propria contrarietà all’illegalità e alla presenza della camorra sul territorio. Fondamentale anche la presenza delle istituzioni nazionali, rappresentate dal senatore della Repubblica Sandro Ruotolo e dai deputati Conny Giordano e Luigi Iovino, da sempre sensibili e attenti alle problematiche del territorio. Presenti anche tanti semplici cittadini, giornalisti e associazioni.



