L’esplosione, alle prime luci dell’alba di ieri mattina, del conflitto armato tra Russia e Ucraina, ha mobilitato in tutta Italia le associazioni e le organizzazioni pacifiste contrarie all’escalation militare che ha portato il dramma e la tragedia della guerra nel cuore vivo dell’Europa orientale. Le notizie che arrivano in queste ore dal confine russo-ucraino e dalle principali città dell’Ucraina orientale non sono affatto positive, con centinaia di migliaia di civili che rischiano di essere coinvolti in una guerra tanto assurda quanto cruenta, un conflitto le cui radici sono da ricercare nel lontano 2014 e che ha già causato quasi 15mila vittime nell’arco di questi ultimi otto anni. Per dire basta a questo massacro nonché all’intervento militare unilaterale della Federazione Russa, ieri pomeriggio gli attivisti per la pace si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura di Caserta, in piazza Luigi Vanvitelli, per manifestare la propria contrarietà alla guerra nonché a qualsiasi intervento armato per la risoluzione dei conflitti tra Stati. In piazza erano presenti decine di manifestanti e di semplici cittadini, alcuni anche di nazionalità ucraina, i quali hanno sventolato con convinzione le bandiere della pace, condannando apertamente qualsiasi pretesa bellica come soluzione delle controversie internazionali.
In piazza erano presenti diverse sigle sindacali oltre a movimenti e associazioni religiose e laiche attive sul territorio casertano tra cui Libera contro le mafie, Legambiente, l’Anpi, l’Arci, l’Arcigay, la Caritas, l’associazione Don Peppe Diana, l’associazione Antigone, il movimento Articolo 11, la Rete di cittadinanza e comunità oltre a tante altre realtà associative da sempre schierate contro la guerra e impegnate a favorire la pace e la cooperazione tra i popoli. “Siamo preoccupati per quello che sta accadendo in Ucraina – fanno sapere gli organizzatori – per questo condanniamo con fermezza ogni iniziativa che possa minare la pace e la sicurezza nell’area, ribadendo la nostra contrarietà a qualsiasi guerra e conflitto. La vita, la libertà e il benessere di milioni di persone sono concretamente messi in pericolo da questa escalation militare – proseguono – ragione per la quale il Governo Italiano e gli stati membri dell’Unione Europea devono impegnarsi affinché si riduca la tensione per promuovere un accordo politico tra le parti chiamate in causa. Il silenzio delle Nazioni Unite da un lato e l’incapacità dell’Unione Europea di svolgere un ruolo di mediazione dall’altro sono segnali preoccupanti. Le istituzioni europee devono intervenire in maniera indipendente e autonoma per mantenere la pace nel continente e definire un quadro negoziale affinché si raggiunga l’obiettivo di un’intesa globale che ripristini la stabilità nell’Europa orientale. Bisogna ribadire la necessità di applicare e rispettare gli accordi di Minsk e quelli di Helsinki. Oltre al rifiuto di qualsiasi intervento militare – concludono – chiediamo al Governo Italiano e all’Unione Europea di promuovere la pace e di rimettere al centro del dibattito pubblico una politica di disarmo ripartendo dai trattati INF per la riduzione e lo smantellamento delle armi nucleari che minacciano attualmente la stessa sopravvivenza globale, favorendo altresì un clima di distensione e di cooperazione tra gli Stati e le Nazioni che porti a una graduale de-escalation”.

