Domani, da Caserta, partirà un pulmino con una decina di volontari pronti ad arruolarsi e ad imbracciare le armi per «salvare la nostra Patria». Ad annunciarlo è padre Ihor Danylchuk, sacerdote e punto di riferimento della comunità ucraina locale. La folta comunità ucraina di Caserta si oppone con fermezza all’aggressione russa e si prepara nel fine settimana non solo a fiaccolate, manifestazioni di piazza e celebrazioni liturgiche (domenica ne è in programma una presieduta dal vescovo della diocesi, Pietro Lagnese) ma anche a sostenere con l’invio di uomini la resistenza interna contro l’invasione di Mosca
“E’ tutto bloccato, entrare in Ucraina è quasi impossibile – dice padre Ihor – ma con il nostro Consolato siamo riusciti ad ottenere i documenti per far partire questi uomini che vogliono difendere la patria. Putin ci chiama nazisti e pensa che noi capitoleremo, ma non è così, c’è un intero popolo che combatterà, anche se sappiamo che non possiamo da soli opporci alla Russia. L’Italia, la Francia, la Germania, gli Usa, devono aiutarci concretamente, non solo a parole“.
Il sostegno concreto è anche quello di tanti casertani che da ieri hanno manifestato la volontà di fare qualcosa per la popolazione ucraina. “Numerosi cittadini vogliono aiutarci e ci portano alimentari, medicinali che poi verranno inviati in Ucraina ai nostri soldati e alla popolazione. Ieri – prosegue padre Ihor – ho incontrato il sindaco di Caserta che mi ha manifestato la vicinanza della città. È bello vedere questo senso di solidarietà, ci fa sentire meno soli, ma ripeto, abbiamo bisogno di un supporto di fatto che sia immediato. La situazione in Ucraina è gravissima, la gente si sente persa e abbandonata”.
Il bilancio, in continua evoluzione, delle vittime dell’attacco russo in Ucraina è “finora di almeno 300 morti, tra cui numerosi civili”, secondo Maksym Kovalenko, console generale dell’Ucraina a Napoli, che ha incontrato i giornalisti. Il diplomatico racconta che nelle ultime ore “ci sono state esplosioni a Kiev anche contro obiettivi civili” e parla di “gruppi terroristici russi che provano ad entrare nella capitale ma vengono bloccati”. Quello di ieri per il console è stato “un giorno nero per l’Europa, anche la Seconda guerra mondiale cominciò allo stesso modo”. Il diplomatico conferma infine che molti suoi concittadini residenti in Italia sono pronti a tornare in patria, “come soldati, medici, volontari”. Sotto la sede del consolato, a Napoli, intanto, nuovo presidio pacifista di napoletani e ucraini uniti nel mostrare cartelli per la pace.
Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Gennaro Oliviero, esprime, si afferma in una nota, “vicinanza al popolo e alle Istituzioni ucraine in questo momento drammatico». Come politici e rappresentanti dei cittadini della terza Regione d’Italia, abbiamo il dovere di porre in essere ogni azione, ogni iniziativa e ogni atto nelle nostre possibilità perché si metta fine a tutto questo – sottolinea l’Assemblea legislativa campana – non possiamo accettare che, nel cuore dell’Europa, torni a materializzarsi l’incubo di città sterminate, di morti innocenti, di esodi di massa di cittadini costretti ad abbandonare le proprie case, la propria Patria.
Nel corso del consueto appuntamento con la video diretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha esordito parlando del conflitto in Ucraina: “Abbiamo tutti quanti davanti agli occhi le immagini della guerra. Voglio esprimere, a nome di tutti quanti noi, la nostra solidarietà più profonda al popolo ucraino, a coloro che stanno vivendo momenti drammatici in queste ore, alle famiglie che vengono sconvolte, ai profughi che cominciamo a trovare in fuga dai territori di appartenenza. Solidarietà piena e profonda, sperando ovviamente che la guerra non si scarichi in maniera drammatica sulle popolazioni civili”. Secondo De Luca, “dobbiamo fare attenzione perché se la Russia mantiene quest’orientamento, per noi saranno decenni difficili, inoltre, siamo dipendenti dal gas russo. L’Italia e la Germania subiranno un danno più pesante rispetto ad altri paesi, soprattutto per le esportazioni. Noi siamo dipendenti dal gas russo, abbiamo la più pesante dipendenza energetica, poi insieme con la Germania siamo i paesi che esportano di più tecnologie meccanica di precisione in Russia. Le sanzioni economiche bloccheranno questi scambi commerciali. Così il governatore della Campania, aggiunge: “Piena totale solidarietà con l’Alleanza atlantica e ai paesi occidentali ma dobbiamo anche porre ai nostri partner il problema. Voglio dire che dobbiamo essere solidali quando si tratterà di aiutarci tutti a reggere le difficoltà economiche – sottolinea – se noi dovessimo avere l’interruzione della fornitura di gas ci dovrà essere un meccanismo di solidarietà di tutti i paesi occidentali”.